Clinical Trials & Research

Sclerosi multipla, studio sul recupero visivo e motorio

Uno studio dell’Università della Virginia, pubblicato su Science Translational Medicine, ha individuato un possibile bersaglio terapeutico nella sclerosi multipla.


Il farmaco sperimentale kamuvudina-9 (K-9), derivato da una classe di antivirali utilizzati contro l’Hiv, ha favorito il recupero di deficit visivi e motori già presenti in un modello murino di sclerosi multipla. È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università della Virginia, sostenuto dai National Institutes of Health e pubblicato su Science Translational Medicine.

L’inflammasoma come bersaglio terapeutico

K-9 deriva dagli inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa (Nrti), farmaci che, oltre all’attività antivirale, possono bloccare l’attivazione dell’inflammasoma, un complesso proteico dell’immunità innata coinvolto nell’infiammazione e nella morte cellulare. Partendo da queste molecole, i ricercatori hanno sviluppato derivati privi dell’attività antivirale, progettati per conservarne l’azione sull’inflammasoma e migliorarne il profilo di sicurezza. L’obiettivo è intervenire sui processi infiammatori che contribuiscono alla degenerazione delle fibre nervose nella sclerosi multipla.

Recupero dei deficit e protezione delle fibre nervose

Nel modello animale, il trattamento con K-9 è stato avviato dopo la comparsa dei sintomi ed è proseguito per due settimane. Nei topi trattati, il farmaco ha contrastato l’ulteriore deterioramento neurologico e favorito il recupero della funzione motoria e visiva già compromessa. Le analisi hanno, inoltre ,evidenziato una protezione degli assoni e delle guaine mieliniche, strutture essenziali per la trasmissione degli impulsi nervosi, e una riduzione dei livelli ematici della catena leggera del neurofilamento (Nfl), un indicatore di danno delle fibre nervose.

Un sostegno all’ipotesi dai dati osservazionali

Per esplorare la possibile rilevanza di questo meccanismo anche nell’uomo, gli autori hanno analizzato banche dati assicurative statunitensi relative a oltre tre milioni di persone, valutando l’assunzione degli Nrti, gli antivirali da cui deriva K-9. L’utilizzo di questi farmaci risultava associato a un rischio di diagnosi di sclerosi multipla inferiore del 41% e, nei pazienti con malattia, a un tasso annuale di ricadute inferiore del 36%. Queste associazioni sostengono l’interesse per ulteriori ricerche sull’inibizione dell’inflammasoma, ma non dimostrano un rapporto causale né l’efficacia clinica di K-9.

Le prospettive per la sperimentazione clinica

K-9 è già in sperimentazione clinica per alcune patologie oculari, tra cui l’edema maculare diabetico e l’orbitopatia tiroidea. L’esperienza maturata in questi studi potrà contribuire a orientarne la valutazione anche nella sclerosi multipla. Saranno quindi necessari studi clinici controllati per stabilire se i benefici osservati negli animali possano tradursi in un recupero della funzione neurologica nei pazienti e per definire sicurezza, dosaggio e durata del trattamento.

Dr. Paolo Levantino

Fonte: The nucleoside analog kamuvudine-9 shows protective and therapeutic efficacy in a mouse model of multiple sclerosis

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