Malattia di Parkinson, da Fda ok ad agonista dopaminergico
L’agenzia statunitense ha autorizzato un farmaco per adulti con Parkinson, sulla base di tre studi di Fase 3 su efficacia e sicurezza.
La Food and drug administration statunitense ha approvato tavapadon per il trattamento degli adulti con malattia di Parkinson, introducendo il primo agonista selettivo dei recettori D1 e D5. L’approvazione si basa su tre studi di Fase 3, che ne hanno valutato l’impiego da solo o in associazione alla levodopa. Tempo-1 e Tempo-2 hanno coinvolto complessivamente 833 pazienti con Parkinson iniziale, che non assumevano levodopa e sono stati assegnati a ricevere tavapadon, a dosi fisse nel primo studio e flessibili nel secondo, oppure placebo. In entrambi gli studi, alla 26° settimana, il trattamento ha migliorato significativamente il punteggio combinato Mds-Updrs II e III, una misura che considera sia le difficoltà motorie nelle attività quotidiane sia la funzione motoria valutata durante l’esame clinico, con un vantaggio rispetto al placebo di circa 9–12 punti, a seconda dello studio e della dose utilizzata.
Controllo motorio senza discinesie problematiche rispetto al placebo
Nel terzo studio, Tempo-3, si è, invece, valutato l’aggiunta di tavapadon alla levodopa in 507 pazienti con fluttuazioni motorie, nei quali i periodi di buon controllo dei sintomi si alternavano a fasi di ricomparsa delle difficoltà di movimento. Alla 26esima settimana, il trattamento ha consentito di ottenere circa un’ora in più al giorno di buon controllo motorio senza discinesie problematiche rispetto al placebo, cioè senza movimenti involontari tali da interferire con le attività. Anche i periodi “off”, durante i quali i sintomi tornano a manifestarsi, si sono ridotti di quasi un’ora al giorno in più rispetto al gruppo di controllo.
Sicurezza e principali precauzioni
La tollerabilità richiede attenzione soprattutto all’inizio della terapia, in quanto negli studi senza levodopa, circa un paziente su cinque ha interrotto tavapadon per reazioni avverse, prevalentemente durante le fasi di incremento o aggiustamento della dose. Per questo, le informazioni prescrittive prevedono un aumento graduale della dose e richiamano la necessità di verificare le terapie concomitanti, comprese le possibili interazioni con gli inibitori e gli induttori del CYP3A, oltre a monitorare eventuali disturbi del controllo degli impulsi, allucinazioni e comparsa o peggioramento delle discinesie. La selettività recettoriale non permette, da sola, di concludere che il farmaco sia più sicuro degli altri agonisti dopaminergici, poiché i tre studi principali hanno previsto un confronto con placebo.
Dr. Paolo Levantino
Fonti: Safety, tolerability, and efficacy of flexible-dose tavapadon for Parkinson’s disease (Tempo-2): a phase 3, randomised, placebo-controlled, double-blind trial.