Bpco, i risultati di due studi di Fase 3 riduce le riacutizzazioni nella Bpco
Due studi di Fase 3 hanno esaminato l’effetto di un anticorpo sperimentale sulle riacutizzazioni moderate o gravi nei pazienti con Bpco trattati.
Tozorakimab, aggiunto alla terapia inalatoria di mantenimento, riduce il tasso di riacutizzazioni moderate o gravi nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco). È quanto emerge dagli studi di Fase 3 Oberon e Titania, pubblicati sul New England Journal of Medicine.
Una riduzione delle riacutizzazioni di circa il 30%
I due studi hanno confrontato tozorakimab con placebo in 1.750 pazienti, fumatori o ex fumatori, che avevano avuto riacutizzazioni nonostante il trattamento inalatorio. I partecipanti hanno ricevuto 300 mg per via sottocutanea ogni quattro settimane, oppure placebo, per un anno, continuando ad assumere la terapia abituale. Negli ex fumatori, che costituivano il gruppo principale dell’analisi, la frequenza delle riacutizzazioni moderate o gravi si è ridotta del 29% nello studio Oberon e del 34% in Titania rispetto al placebo. Considerando insieme fumatori ed ex fumatori, il calo è stato di circa il 30%, passando da circa due episodi a 1,4 per paziente all’anno.
Un possibile beneficio anche con eosinofili bassi
Inoltre, le analisi esplorative suggeriscono una riduzione delle riacutizzazioni anche nei pazienti con bassi livelli di eosinofili, globuli bianchi coinvolti nell’infiammazione. Il dato è interessante perché, per alcuni farmaci biologici utilizzati nella Bpco, l’efficacia è stata dimostrata soprattutto nei pazienti con valori elevati. Tozorakimab potrebbe quindi offrire un beneficio a una popolazione più ampia, una possibilità che richiede però ulteriori conferme.
Qualità di vita e altri benefici da chiarire
La riduzione delle riacutizzazioni non si è accompagnata a un miglioramento significativo della qualità di vita rispetto al placebo. Inoltre, per come erano state organizzate le analisi statistiche, non è possibile considerare dimostrati benefici sulla funzione respiratoria, sui sintomi quotidiani o sui ricoveri.
Sicurezza da approfondire nel lungo periodo
La frequenza degli eventi avversi, compresi quelli gravi, è risultata generalmente simile tra i gruppi, mentre le reazioni nel sito di iniezione erano più comuni con tozorakimab. Nel gruppo trattato sono stati, tuttavia, osservati più eventi cardiovascolari maggiori e decessi: nello studio Titania, gli eventi avversi fatali hanno interessato il 2,5% dei pazienti rispetto allo 0,9% con placebo. Pur non dimostrando un rapporto causale con il farmaco, questi risultati richiedono studi più ampi e un monitoraggio prolungato per chiarirne il profilo di sicurezza.
Dr. Paolo Levantino
Fonte: Sciurba Fc, et al, Oberon and Titania Trial Investigators. Tozorakimab to Prevent Copd Exacerbations.