Clinical Trials & Research

Frequenza dell’aura nell’emicrania, i risultati di uno studio osservazionale

Uno studio osservazionale retrospettivo ha mostrato il risultato dell’uso di un principio attivo sulla frequenza dell’aura nell’emicrania.


Il trattamento con lamotrigina è risultato associato a una riduzione della frequenza dell’aura nei pazienti con episodi frequenti o particolarmente invalidanti. È quanto emerge da uno studio osservazionale retrospettivo pubblicato su Frontiers in Neurology, condotto in una clinica neurologica di Lund, in Svezia, su 81 pazienti.

Meno giorni con aura durante il trattamento

Dall’analisi delle cartelle cliniche è emerso che la maggior parte dei pazienti presentava un’aura caratterizzata da disturbi visivi, talvolta accompagnati da alterazioni della sensibilità o del linguaggio. Dopo l’inizio del trattamento con lamotrigina, il numero medio di giorni mensili con aura si è ridotto di circa l’80% rispetto al periodo precedente la terapia.

Il possibile meccanismo

L’interesse per la lamotrigina deriva dalla sua capacità di ridurre l’eccitabilità neuronale e il rilascio di glutammato. Queste azioni potrebbero contrastare la depolarizzazione corticale propagata, un’alterazione dell’attività delle cellule nervose che si diffonde lentamente nella corteccia cerebrale ed è considerata il principale meccanismo alla base dell’aura. Secondo gli autori, questa ipotesi potrebbe contribuire a spiegare il miglioramento osservato, anche se lo studio non ha verificato direttamente tale meccanismo.

La tollerabilità del trattamento

Solo un terzo dei pazienti ha manifestato eventi avversi, prevalentemente cutanei, che nella maggior parte dei casi non hanno richiesto la sospensione della terapia. Solo cinque pazienti hanno interrotto il trattamento, uno dei quali per sindrome di Stevens-Johnson. È stata inoltre osservata un’associazione tra il raggiungimento più graduale della dose di mantenimento e una minore frequenza di eventi avversi.

Un beneficio da confermare

I risultati suggeriscono un possibile beneficio della lamotrigina nel ridurre la frequenza dell’aura. Tuttavia, il disegno retrospettivo e l’assenza di un gruppo di controllo non consentono di attribuire con certezza il miglioramento al farmaco. Saranno quindi necessari nuovi studi controllati per confermare questi dati e chiarire gli effetti sulla durata dell’aura e sulla cefalea.

Dr. Paolo Levantino

Fonte: Lamotrigine prophylaxis is associated with reduced aura frequency in patients with burdensome migraine aura: a retrospective observational study

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