Roma, oggi il convegno Conad-Federazione Parafarmacie sulla fascia C
Il 10 dicembre a Roma Conad, Federazione nazionale parafarmacie italiane e Istituto Bruno Leoni faranno il punto sulla liberalizzazione della fascia C.

Dopo l’apertura dei lavori a cura di Sergio Imolesi, segretario generale Ancd-Conad, il vicedirettore dell’Istituto Bruno Leoni Serena Sileoni presenterà i risultati della ricerca. Francesco Pugliese, amministratore delegato Conad, terrà un intervento sul tema “Dai carburanti ai farmaci non rimborsabili: l’esperienza di Conad”, seguito da Davide Giuseppe Gullotta, presidente Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane, che parlerà di “Il farmacista in parafarmacia: merito, abilitazione e barriere corporative”. Alla chiusura dei lavori, a partire dalle ore 17.00, si lascerà spazio al dibattito tra i partecipanti.
Il tema del ddl concorrenza è ancora caldo, conferma Davide Gullotta, che rivela in anteprima a FarmaciaVirtuale.it i temi-chiave del suo intervento: «Punterò l’accento sul fatto che è ora di finirla con questa pesante ingerenza nella vita politica da parte del sindacato dei titolari di farmacia. Abbiamo politici che ripetono a pappagallo le sue tesi e nel frattempo ignorano un ente autorevole come l’Autorità garante della concorrenza e del mercato». Gullotta non risparmia critiche neppure all’Aifa, «che dovrebbe essere un organo autorevole e super partes e occuparsi degli scandali che coinvolgono il mondo del farmaco; invece casualmente fa uscire dati, per giunta poco attendibili, per cercare di smentire i vantaggi delle liberalizzazioni. Siamo stanchi di operare in un Paese in cui non si valorizzano i professionisti ma sempre e solo i soliti noti». Senza contare, conclude, che il pericolo annidato nel ddl concorrenza sarebbe un altro: «Gli stessi che parlano di pericoli per la salute e di valorizzare il ruolo del farmacista, e alzano muri contro la vendita del farmaco di fascia C nelle parafarmacie da parte di farmacisti abilitati, non dicono nulla sull’ingresso dei capitali che permetterà alle multinazionali, che rispondono solo al profitto, di condizionare profondamente le logiche del settore».