I sindacati rappresentanti i farmacisti titolari di parafarmacia hanno elaborato una proposta per ampliare il piano vaccinale nazionale, integrando le somministrazioni di vaccini di circa 25mila unità al giorno. La proposta, formulata a partire dall’ipotesi di effettuare cinque vaccinazioni al giorno per ognuna delle oltre 4.700 parafarmacie presenti in Italia, arriva dalla Federazione nazionale parafarmacie italiane (Fnpi), di concerto con la Federazione farmacisti e disabilità onlus (Federfardis), il Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) e la Confederazione unitaria libere parafarmacie italiane (Culpi). «Questo – dichiarano le sigle in una nota congiunta – è il contributo che le parafarmacie possono dare attraverso la maggiore responsabilizzazione diretta». I rappresentanti della categoria ribadiscono inoltre come, a loro avviso, le parafarmacie siano attualmente sottoutilizzate rispetto al loro reale potenziale d’azione.

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Una proposta per integrare le parafarmacie nel piano vaccinale

Esprimendo la volontà di partecipare attivamente alla campagna vaccinale nazionale, i sindacati delle parafarmacie spiegano le modalità operative che applicherebbero per integrare il servizio vaccini nella propria attività quotidiana. «La proposta è di facile esecuzione – affermano le Associazioni -: considerare le parafarmacie presenti su tutto il territorio nazionale come siti logistici territoriali, integrati nel piano di vaccinazione nazionale, ove porre un vaccinatore individuato dall’Asl di competenza, il quale sotto la supervisione di un medico effettui le vaccinazioni». Tale contributo è volto ad accelerare le somministrazioni vaccinali al fine di uscire quanto prima dalla crisi sanitaria ed economica. «È necessario ristabilire le giuste priorità tra le categorie a rischio – spiegano la Fnpi, la Federfardis, l’Mnlf e la Culpi – e mettere in sicurezza la popolazione in tempi rapidi, anche per evitare un ulteriore aggravio della crisi economica».

L’attuale situazione delle parafarmacie

Facendo il punto sulla distribuzione territoriale delle parafarmacie, la Fnpi, la Federfardis, l’Mnlf e la Culpi riportano i dati rilevati da Iqvia e Comuni italiani al 31 marzo 2019. Da questi risulta che le parafarmacie operanti sul territorio nazionale sono 4.700, di cui 2.630 appartengono a farmacisti non titolari di farmacia, mentre 1.200 hanno un proprietario che lo è anche di una farmacia. A questi esercizi si aggiungono 370 corner situati all’interno della grande distribuzione. Le parafarmacie intestate a soggetti non farmacisti ammontano invece a 500 unità. Esaminando però l’attività vera e propria, i cosiddetti codici univoci attivi sono 6.400, ma quelli effettivamente operanti sono 4.700: pertanto risultano aperti ma inattivi 1.700 codici univoci. Osservando la distribuzione territoriale, le regioni che registrano la concentrazione maggiore di parafarmacie sono la Sicilia, con 506 attività, la Campania (484) e il Lazio (446). Viceversa, le regioni con il minor numero di parafarmacie sono la Valle d’Aosta, che ne conta 7, il Molise (24) e il Trentino Alto Adige (31). Le parafarmacie rurali, presenti in comuni fino a 3000 abitanti, sono invece 262.

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