Nicola Stabile, presidente di Federfarma Campania – nonché di Promofarma, società di servizi di Federfarma – corre per la poltrona di presidente di Federfarma Napoli. A FarmaciaVirtuale.it spiega come intende operare in caso venga eletto (le votazioni sono in programma per il 30 giugno e il 1 luglio 2019).

«Come evidenziato già nella mia lettera di presentazione ai colleghi – spiega il dirigente – credo che il prossimo triennio sarà fondamentale per i farmacisti napoletani. Ci sarà un periodo nel corso del quale dovremo inventare un nuovo modo di fare il farmacista territoriale. E non parliamo di novità futuribili, ma di cose concrete già in essere: dalla cronicità alla farmacia dei servizi. Dobbiamo avere la capacità e la forza di essere protagonisti di questo cambiamento».

Stabile ritiene infatti che in caso contrario il rischio è che altre categorie possano in qualche modo “prevalere” rispetto ai farmacisti: «Faccio un esempio in questo senso: ci sono realtà nelle quali la dispensazione di farmaci per i pazienti cronici è effettuata in luoghi diversi da farmacia, da professionisti che non sono farmacisti. Questo in virtù del fatto che il piano cronicità lascia ampi spazi alle interpretazioni, e dunque a tutti i professionisti della salute. Abbiamo il dovere professionale di conservare questi spazi e di far sì che il farmacista sia l’unico professionista abilitato alla dispensazione del farmaco chiaro che deve essere per miglioramento performance salute paziente».

Ma non è tutto, secondo il presidente di Federfarma Campania «il ruolo del farmacista deve essere anche di controllo, in termini di aderenza alla terapia, e di presa in carico del paziente. Noi in Campania siamo all’avanguardia da questo punto di vista. Abbiamo già degli esempi pratici di come il farmacista debba assumere questo ruolo: in provincia di Salerno abbiamo in atto una sperimentazione con un collega che ha adottato questo metodo e sta facendo uno studio sperimentale approvato dal comitato etico della Regione Campania. I primi risultati sono eccellenti, al di là di ogni più rosea aspettativa. Grazie alla presenza del farmacista, il collega ha portato attorno al 90-95% il tasso di aderenza al percorso terapeutico per i pazienti diabetici. Sono dati talmente importanti da essere in grado di cambiare tutti gli scenari, anche macroeconomici, della gestione del paziente. Perché con tali numeri si abbatterebbero i costi per il Ssn, si garantirebbe più salute ai cittadini e si apporterebbe maggiore efficienza complessiva del sistema».

Stabile aggiunge poi che «Federfarma Napoli è cruciale in questo cambiamento. È a lei che afferisce il 50% dei farmacisti regionali. Per cui credo serva una guida che abbia un’idea nuova di essere farmacisti. Per questo ho individuato un gruppo di colleghi che credono in una farmacia più proattiva, diversa, al servizio di tutti i farmacisti sul territorio. E per rendere l’associazione più vicino a questi ultimi, ho intenzione di affidare ogni singolo farmacista ad un referente sindacale, di modo che ciascuno sappia a chi rivolgersi. Le problematiche più ricorrenti saranno quindi portate all’attenzione del Consiglio. Questo perché il mio obiettivo non è di creare “il sindacato di Nicola Stabile”, ma un gruppo di persone che rema nella stessa direzione».

Infine, sulle strategie per il settore, il dirigente evidenzia che «la farmacia italiana fattura 24 miliardi e 600 milioni di euro in un anno. Amazon in un solo giorno può raggiungere i 100 miliardi di dollari. Se la mettiamo sul piano commerciale perdiamo inevitabilmente. Le uniche armi che abbiamo sono quelle della capillarità e della professionalità. Solo così vinceremo la battaglia». Da ultimo, in materia di incarichi, Stabile sottolinea che in caso di elezione al vertice di Federfarma Napoli manterrebbe la presidenza di Promofarma, «ma per quanto riguarda Federfarma Campania, rimetterei la decisione al Consiglio regionale, affinché faccia le valutazioni che ritiene più opportune».

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