Controlli fiscali farmacia, in caso di verifica è bene verificare con attenzione il verbale
Lo studio associato Bacigalupo-Lucidi ricorda che i rappresentanti legali di società titolari di farmacie devono verificare con attenzione i verbali firmati in caso di controlli fiscali farmacia.

«Poniamo che, ad esempio – spiega il dottore commercialista Stefano Civitareale -, la persona in questione riconosca espressamente (anche solo per “legittima” ignoranza o per mera dabbenaggine) dati, calcoli o conclusioni che possono essere utilizzati contro l’impresa nell’istruttoria dell’accertamento. Ebbene, secondo l’orientamento prevalente della Corte di Cassazione, confermato anche di recente con la sentenza numero 20.979 del 2015, emanata dalla VI Sez. Trib., “esternazioni” di questo tipo posono costituire una vera e propria confessione stragiudiziale e, quindi, non un semplice indizio ma un’autentica prova in grado di supportare anche da sola l’accertamento, senza quindi necessità di ulteriori riscontri».
Secondo la Corte di Cassazione, infatti, prosegue Civitareale, «ciò vale in virtù del nesso di immedesimazione organica che intercorre tra la società sottoposta a verifica e il suo legale rappresentante, ma anche, evidentemente, e a maggior ragione, tra il titolare in forma individuale di un’impresa e l’impresa stessa. Ed è un nesso, attenzione, che non si affievolisce neppure quando la dichiarazione sia stata resa con dolo o in forma di abuso». Quello che è occorre, perciò, è una buona dose di attenzione nel verificare che tutte le informazioni presenti nel verbale rispondano al vero e siano corrette.