Sla: un panel di 19 proteine nel sangue potrebbe prevedere rischio sintomi
Uno studio pubblicato su Nature Medicine ha identificato un panel di 19 proteine nel sangue potenzialmente in grado di prevedere il rischio e il momento di comparsa dei sintomi della Sla.
Attraverso una piattaforma di analisi proteomica, i ricercatori hanno esaminato più di 5mila proteine. Dal confronto tra pazienti con Sla e controlli sani sono emerse 137 proteine presenti in concentrazioni differenti. Di queste, 92 mostravano variazioni significative già prima dell’esordio clinico. Alcune alterazioni comparivano in prossimità dei primi sintomi, mentre altre potevano essere rilevate diversi anni prima. I risultati indicano quindi che la fase presintomatica della Sla non è biologicamente silenziosa, ma può essere accompagnata da cambiamenti progressivi misurabili nel sangue.
Un panel di 19 proteine per stimare il rischio
A partire dai dati raccolti, gli studiosi hanno selezionato una combinazione di 19 proteine, comprendente il neurofilamento leggero e altri marcatori associati alla denervazione, alla funzione muscolare e ai processi di atrofia e rigenerazione del muscolo. Tale combinazione ha permesso di stimare la probabilità di sviluppare la malattia entro periodi compresi tra sei mesi e cinque anni, con valori di accuratezza compresi tra 0,80 e 0,89 e di prevedere il tempo alla comparsa dei sintomi con un errore medio di circa 1,6 anni.
Più informazioni rispetto al solo neurofilamento
Il neurofilamento leggero rimane il singolo biomarcatore più informativo, soprattutto nei mesi immediatamente precedenti l’esordio, quando le sue concentrazioni tendono ad aumentare rapidamente. La combinazione di più proteine sembra però fornire informazioni aggiuntive, in particolare per le previsioni a più lungo termine. Il dato suggerisce infatti che alcuni cambiamenti periferici possano precedere la debolezza clinicamente evidente.
Prospettive future
I risultati non consentono ancora di disporre di un esame del sangue capace di diagnosticare o prevedere la Sla nella popolazione generale. Lo studio ha coinvolto prevalentemente persone portatrici di varianti genetiche associate a un rischio elevato e soltanto un numero limitato di partecipanti ha sviluppato la malattia durante il periodo di osservazione. Il panel di proteine dovrà quindi essere validato in popolazioni più ampie e indipendenti. Tuttavia, i dati aprono una prospettiva importante: individuare le persone con maggiori probabilità di manifestare i sintomi entro pochi anni, facilitare la selezione dei partecipanti agli studi di prevenzione e permettere di valutare trattamenti avviati prima che il danno neurologico diventi clinicamente evidente.
Fonte: Longitudinal plasma proteomics predict phenoconversion to clinically manifest Als. Nat Med (2026)