Clinical Trials & Research

Apnea ostruttiva del sonno: i dati di Fase 3 per la combinazione AD109

Uno studio clinico ha coinvolto 646 pazienti intolleranti alla Cpap. Riduzione dell’indice Ahi del 44,1% a 26 settimane.


L’efficacia e la sicurezza di AD109, combinazione orale di aroxybutynin e atomoxetine, sono state valutate nello studio clinico randomizzato di Fase 3, condotto su 646 pazienti con apnea ostruttiva del sonno (Osa) lieve, moderata o grave, intolleranti o non aderenti alla terapia con pressione positiva continua delle vie aeree (Cpappap).

Riduzione significativa delle apnee notturne

I risultati hanno dimostrato che AD109 è in grado di migliorare significativamente i principali parametri respiratori associati all’Osa. In particolare, dopo 26 settimane di trattamento, l’indice apnea-ipopnea (Ahi) si è ridotto del 44,1% nei pazienti trattati con AD109, rispetto al 17,6% osservato nel gruppo placebo. Inoltre, il trattamento ha determinato un miglioramento dell’ossigenazione notturna, con riduzione dell’indice di desaturazione dell’ossigeno (Odi) e del cosiddetto “hypoxic burden”, parametro associato al rischio cardiovascolare. Infine, una quota significativa di pazienti ha mostrato un miglioramento della severità clinica della malattia, passando da forme moderate a forme lievi di Osa.

Meccanismo d’azione

Dal punto di vista fisiopatologico, AD109 agisce come modulatore neuromuscolare delle vie aeree superiori durante il sonno. La combinazione di atomoxetine, inibitore selettivo della ricaptazione della noradrenalina, e aroxybutynin, farmaco antimuscarinico, incrementa il tono della muscolatura delle vie aeree superiori stimolando il nucleo motore dell’ipoglosso. Questo meccanismo contribuisce a mantenere aperte le vie respiratorie durante il sonno, riducendo gli episodi di collasso faringeo responsabili delle apnee ostruttive.

Sicurezza e tollerabilità

Il profilo di sicurezza di AD109 è risultato generalmente gestibile, sebbene gli eventi avversi siano stati più frequenti rispetto al placebo. Gli effetti collaterali più comuni sono stati bocca secca, insonnia, nausea e difficoltà urinarie.

Prospettive future

Alla luce dei risultati ottenuti, AD109 si configura come una possibile nuova opzione terapeutica orale per il trattamento dell’apnea ostruttiva del sonno, in particolare nei pazienti che non tollerano o rifiutano la Cpap. Saranno necessari ulteriori studi per confermare l’efficacia a lungo termine, definire meglio i profili di pazienti che potrebbero beneficiare maggiormente del trattamento e valutare l’impatto complessivo sugli esiti cardiovascolari e sulla qualità della vita.

Dr. Paolo Levantino

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