In Campania scoperto mercato nero di farmaci salvavita. Cinque arresti
I Nas hanno scoperto un mercato di farmaci salvavita in Campania. Ai domiciliari cinque persone, altri 32 indagati. Di Iorio (Federfarma Napoli): "Complimenti al NAS".

«Le indagini – ha precisato ancora l’agenzia di stampa – hanno consentito di scoprire un traffico di farmaci di fascia H (farmaci ospedalieri o ad alto costo) di provenienza illecita, poiché provento di furti, proposti per l’acquisto a grossisti, depositari e farmacisti. I destinatari delle misure, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, avevano costituito un mercato parallelo a quello ufficiale ove reperire i farmaci, in gran parte salvavita». Il Tg regionale ha specificato anche che «la merce a disposizione degli indagati, secondo le stime degli investigatori, aveva un valore di mercato complessivo di poco inferiore al milione di euro. I prodotti erano depositati e conservati in ambienti nei quali non erano rispettate le cautele di conservazione necessarie a preservarne l’integrità e l’efficacia». «Per quello che so – ha spiegato a FarmaciaVirtuale.it il presidente di Federfarma Napoli Michele Di Iorio – è un’indagine partita qualche mese fa, per fatti concentrati in una certa zona dell’hinterland napoletano. Si trattava in particolare di furti a danno di furgoni. Immagino che sia in questo senso l’esito di più inchieste. Non è grave, ma gravissimo quello che è emerso. Non conosco i farmacisti coinvolti, non so se siano titolari o meno. Quello che posso fare è complimentarmi con il NAS e augurarmi che la magistratura sviluppi al più presto le indagini, con particolare rigore e procedendo in modo tempestivo, perché troppo spesso poi la via giudiziaria si rivela troppo lunga». Più in generale, secondo Di Iorio «ci vuole una nuova gestione i questi farmaci. Occorre affidarne la custodia ai privati, perché il pubblico non è in grado di gestirli opportunamente. La materia è estremamente delicata perché si tratta di prodotti salvavita: il risvolto drammatico, perciò, è che quando li rubano ai distributori o alle Asl, li rubano anche ai pazienti».