«Fondare le decisioni sui bisogni dei pazienti e sul valore aggiunto di una tecnologia, dimostrato in termini di risultati», «assumere rischi calcolati e solamente in presenza di potenziali benefici altamente rilevanti», «rendere efficiente il monitoraggio dei rischi e dei benefici», ed infine «comunicare all’industria i requisiti di sicurezza ed efficacia comparativa necessari per proporre prodotti innovativi». Sono queste le finalità principali del documento relativo alla Governance dei dispositivi medici, presentato da Giulia Grillo, ministro della Salute. Testo che, si legge, vuole «mettere a disposizione dei pazienti informazioni indipendenti e strumenti adeguati a supportarli nel comprendere i potenziali vantaggi e i potenziali rischi delle cure; di renderli partecipi ai processi decisionali affinché le valutazioni tengano conto delle loro prospettive e aspettative», «salvaguardare le relazioni qualificate tra produttori e professionisti, ponendo questi ultimi nella condizione di poter richiedere evidenze cliniche di efficacia e sicurezza e contribuire a generarle attraverso la ricerca», ma anche «migliorare le conoscenze dei produttori relative alle necessità del sistema sanitario; di incentivarli a condividere precocemente i piani di sviluppo delle proprie innovazioni per una migliore tempestività di risposta da parte del sistema».

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«Grandissimo risultato – ha spiegato Giulia Grillo -, in pochissimo tempo, che ha prodotto un documento importante. Il secondo dei documenti importanti che io ci tenevo questo ministero avesse come strumenti di azione. Dopo lo strumento della Governance dei farmaci, abbiamo portato a termine lo strumento della Governance sui dispositivi medici che non era certamente meno importante». Ciò alla luce anche dell’importante mercato, costituito da 4.000 imprese con circa 67.000 addetti», definito dallo stesso ministro come «destinato ad avere un’espansione importantissima». «Quelle che sono due delle peculiarità di questo strumento – ha illustrato Giulia Grillo – sono il coinvolgimento dei pazienti, che in realtà riteniamo fondamentale su tantissimi piani, ma in particolare a questo rendendoli partecipi ai processi decisionali, e il secondo, che non è meno importante, è il rapporto di collaborazione con le regioni, che non solo ha permesso la stesura di questo documento ma anche una prima condivisione dello stesso nel corso della commissione della Conferenza Stato-Regioni, il che potrebbe accelerare tutta una serie di processi».  E’ possibile visualizzare il documento integrale, cliccando su questo link.

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