DURC farmacie, Federfarma Napoli chiede spiegazioni alla Regione
Dopo la richiesta di alcune Asl di presentare una dichiarazione DURC alle farmacie, il presidente di Federfarma Napoli Michele Di Iorio ha chiesto spiegazioni alla Regione Campania.

Infatti, prosegue Di Iorio, «le farmacie espletano tale servizio non in virtù di una procedura ad evidenza pubblica, ma in quanto sono tutte obbligatoriamente convenzionate con il Servizio sanitario nazionale ai sensi dell’art. 28, della legge n.833/1978. La relativa disciplina, come è noto, è dettata dalla Convenzione nazionale farmaceutica, resa esecutiva con DPR 8 luglio 1998, n. 371. Risulta, pertanto, un’inammissibile forzatura ricondurre a procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi le ipotesi di assistenza farmaceutica convenzionata, svolto in modo continuativo dalle farmacie. Queste ultime non svolgono il servizio in base ad un contratto di appalto, ma in base alla citata convenzione». La questione, d’altra parte, «per una fattispecie analoga era già stata risolta in questo senso dall’AVCP (Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture), che aveva escluso che le prestazioni sanitarie, tra le quali l’assistenza farmaceutica e protesica, potessero ricondursi nell’ambito del contratto d’appalto». Pertanto, conclude il presidente di Federfarma Napoli, «per verificare la regolarità contributiva di una farmacia la Asl non può pretendere un DURC, bensì deve rivolgersi direttamente all’Inail e all’Inps e non può assolutamente subordinare il pagamento delle forniture al rilascio da parte della farmacia di un tale documento». Di qui la richiesta a Coscioni «di intervenire sui direttori generali delle Asl napoletane affinché armonizzino le rispettive procedure».