Professione Farmacista

Dalla Francia alcune idee per rinnovare la professione di farmacista

Un articolo pubblicato da Boursorama riporta l’opinione di alcuni esperti in merito al futuro della farmacia e della professione di farmacista.


Questo articolo è stato pubblicato da oltre sei mesi.

La concorrenza delle parafarmacie e il continuo calo dei margini rappresentano dei fattori di rischio per numerose farmacie in Francia. A spiegarlo è il quotidiano Boursorama, che riporta le opinioni di una serie di esperti al fine di comprendere in che modo si possa far fronte alla situazione.
«Le farmacie perderanno o hanno già perso la battagli sui medicinali Otc – ha spiegato Olivier Babeau, economista e professore presso l’università di Bordeaux, che ha presentato un rapporto della Fondazione Concorde lo scorso 12 maggio -. Il farmacista non ha futuro nella veste di semplice fornitore di scatole di farmaci standardizzati. Si deve perciò passare ad una nuova era, diventando degli intermediari polivalenti nell’ambito della salute». In questo senso, nuove possibilità legate ad esempio ai servizi di assistenza saranno legate all’invecchiamento della popolazione e alla moltiplicazione delle malattie croniche che ne conseguirà.
Secondo Hélène Marvillet, presidente dell’associazione Pharma Système Qualité, i farmacisti dovranno mettere in campo «le loro ampie competenze per offrire una gamma di nuovi servizi ai clienti». Nel rapporto della Fondazione vengono suggerite anche alcune piste per la «riconversione del mestiere», che però presuppongono «un quadro normativo adatto» e «un cambiamento nella mentalità». Uno degli esempi indicati è quello del progetto svizzero Netcare, che permette di utilizzare degli “alberi decisionali” per catalogare i pazienti, comprendendo quali sono quelli che hanno bisogno di un medico o di un ricovero e quelli che possono invece essere curati direttamente in farmacia. Ma occorrerà anche, prosegue il rapporto, sviluppare sistemi di connettività per seguire al meglio i clienti, nonché fornire servizi di orientamento.
Secondo Alain Astier, professore di Farmacologia, non di rado i pazienti che escono dagli ospedali si sentono smarriti: «Chi meglio di un farmacista può aiutarli, ad esempio nei casi in cui si debba seguire una terapia a base di medicinali anti-tumorali innovativi?».

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