Consumo antibiotici in Trentino: nel 2025 il calo del 15,4%
Il rapporto annuale curato dal Centro provinciale di farmacovigilanza dell’Apss ha registrato un calo del 15,4% dei consumi. Risultati significativi in pediatria.
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Il Centro provinciale di farmacovigilanza, farmacoepidemiologia ed informazione sul farmaco del Servizio politiche del farmaco e assistenza farmaceutica dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss) del Trentino ha pubblicato il 13 aprile 2026 il rapporto sul consumo territoriale di antibatterici per uso sistemico relativo all’anno 2025. I dati hanno indicato che il consumo complessivo, comprendente sia la quota rimborsata dal Servizio sanitario provinciale sia l’acquisto privato, è sceso a 13,6 dosi giornaliere definite (Ddd) ogni 1.000 abitanti.
Consumi sotto la media nazionale, 84% delle erogazioni in farmacia
Il valore è coerente con la diminuzione del 15,4% rispetto all’anno precedente e porta l’uso di antibiotici al di sotto dei livelli registrati nel periodo antecedente la pandemia. Il dato trentino è inferiore del 16% rispetto alla media nazionale, ponendo la provincia autonoma tra le realtà più virtuose in Italia. La quota rimborsata dal Ssp, con erogazione da parte delle farmacie territoriali in regime di assistenza convenzionata, ha rappresentato l’84% del consumo territoriale totale, l’acquisto privato ha riguardato prevalentemente alcuni antibiotici a basso costo (es. amoxicillina, da sola o in associazione con acido clavulanico).
Successo del progetto sull’appropriatezza prescrittiva in pediatria
I risultati più rilevanti del 2025 sono relativi alla popolazione pediatrica tra 0 e 13 anni, gruppo in cui il consumo di antibatterici sistemici si è dimezzato rispetto al 2024 e la prevalenza d’uso è scesa dal 37,6% al 24,9%. Il traguardo è stato raggiunto grazie all’adesione dei pediatri di libera scelta a un progetto volto a migliorare l’appropriatezza diagnostica e prescrittiva. L’iniziativa ha promosso l’impiego del test rapido per lo streptococco nella diagnosi delle faringo-tonsilliti e l’uso di amoxicillina come farmaco di prima scelta nei casi batterici accertati. Di conseguenza, è diminuito in modo marcato l’uso di molecole ad ampio spettro, come l’associazione amoxicillinaacido clavulanico e i macrolidi. Con le azioni intraprese sono stati ampiamente superati tutti gli obiettivi qualitativi e quantitativi fissati dal Piano nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza (Pncar) per l’età pediatrica.
Migliora la qualità delle terapie e si monitorano trend epidemiologici
Anche nella popolazione generale si è registrato il miglioramento della qualità delle terapie antibiotiche. Il rapporto tra il consumo di molecole ad ampio spettro e quelle a spettro ristretto è in costante diminuzione, a un valore di 7,7, già migliore dell’obiettivo fissato per il 2026 dal Pncar, del 10,1. Un dato di interesse epidemiologico segnalato nel documento è l’aumento del 18% nell’utilizzo della doxiciclina. L’aumento potrebbe essere correlato alla maggiore diffusione delle zecche dei boschi sul territorio e alla conseguente necessità di trattare o prevenire la malattia di Lyme. Nonostante i risultati positivi, resta alta l’attenzione per il 2026, per raggiungere – con la formazione continua degli operatori sanitari – l’ultimo target di riduzione del consumo totale previsto dai piani nazionale e provinciale. Il Piano nazionale di contrasto all’antibiotico-resistenza è stato prorogato, unitamente al piano provinciale (Ppcar), fino al 31 dicembre 2026.