Durvalumab, ok dell’Aifa a rimborsabilità in ulteriori indicazioni in oncologia
Il farmaco immunoterapico durvalumab ha ricevuto il via libera dell’Aifa per diverse ulteriori applicazioni in ambito oncologico.
L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha concesso l’approvazione alla rimborsabilità di durvalumab per quattro ulteriori indicazioni terapeutiche, riguardanti tre diverse tipologie di neoplasie. La decisione, comunicata nel corso di un evento stampa promosso da AstraZeneca a Milano, amplia le possibilità di trattamento per pazienti affetti da tumore del polmone non a piccole cellule in stadio precoce, carcinoma della vescica muscolo-invasivo resecabile, microcitoma polmonare in stadio limitato e carcinoma dell’endometrio avanzato o recidivante.
Standard terapeutico per il tumore del polmone non a piccole cellule
Il regime perioperatorio con durvalumab, somministrato prima e dopo l’intervento chirurgico, modifica lo standard terapeutico per il tumore del polmone non a piccole cellule (stadio IIa-IIIb) e per il carcinoma della vescica muscolo-invasivo resecabile. Nel carcinoma dell’endometrio, invece, il farmaco, in associazione alla chemioterapia seguito da mantenimento in monoterapia, ha dimostrato una riduzione del 58% del rischio di progressione o morte nelle pazienti con deficit del mismatch repair (Dmmr).
Progressi nei tumori polmonari e della vescica
Aifa ha approvato durvalumab in associazione a chemioterapia a base di platino come trattamento neoadiuvante, seguito dalla monoterapia adiuvante, per pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule resecabile ad alto rischio di recidiva, in assenza di specifiche mutazioni genetiche. Per il carcinoma della vescica Aifa ha approvato durvalumab in combinazione con chemioterapia prima della cistectomia radicale, seguito da monoterapia adiuvante.
Microcitoma e carcinoma endometriale
Per il tumore del polmone a piccole cellule in stadio limitato, patologia per la quale non si registravano progressi da oltre 40 anni, Aifa ha approvato durvalumab in monoterapia per pazienti la cui malattia non è progredita dopo chemioradioterapia. Nel carcinoma dell’endometrio Aifa ha approvato durvalumab in combinazione con chemioterapia come trattamento di prima linea per pazienti con deficit del mismatch repair (Dmmr).
Ruolo da protagonista dell’Italia nell’innovazione in oncologia
Paola Morosini, Medical Affairs Head Oncology AstraZeneca, ha spiegato che «l’Italia continua a ricoprire un ruolo da protagonista nell’innovazione in oncologia. Sono 110 gli studi clinici promossi da AstraZeneca in oncologia, di cui 15 in Fase 1, e abbiamo investito 14,2 miliardi di dollari in Ricerca e Sviluppo a livello globale nel 2025. Vogliamo portare i benefici dell’immunoncologia al maggior numero di pazienti. Stanno diventando sempre più importanti gli approcci terapeutici perioperatori, che combinano i benefici dell’immunoterapia prima e dopo la chirurgia, in particolare nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule e della vescica muscolo-invasivo».