Gestione Farmacia

Le verifiche periodiche per gli impianti di messa a terra della farmacia


verifica-messa-a-terra-impianto-elettrico-farmaciaOgni due anni la farmacia è tenuta ad effettuare la verifica periodica degli impianti elettrici di messa a terra. Mi chiedo però se per questo adempimento, invece di utilizzare un organismo privato sostenendo costi non indifferenti, posso rivolgermi direttamente all’asl competente.

Comprendiamo naturalmente i disagi cui fa cenno il quesito ma, d’altronde  il sempre più fitto ricorso ad organismi privati per questi adempimenti dipende, come è intuibile, dalla cronica deficienza di personale delle strutture pubbliche: non è certo una giustificazione valida ma… così è.

Peraltro, anche se è (teoricamente) possibile chiedere la verifica direttamente al soggetto pubblico (anzi costui, come è ragionevole, è il primo soggetto deputato al controllo, svolgendo gli organismi privati solo una funzione sussidiaria dello stesso, come si evince chiaramente dal testo della norma: “per l’effettuazione della verifica, il datore di lavoro si rivolge all’ASL o all’ARPA od ad eventuali organismi individuati dal Ministero delle attività produttive…” – art. 6, comma 2 del D.P.R. 462/2001), dobbiamo anche considerare che se, a causa di disfunzioni organizzative sia pure imputabili esclusivamente alla parte pubblica, la verifica non viene effettuata, ne è sempre responsabile in prima persona il titolare della farmacia considerato che a norma dell’art. 6, comma 1, “il datore di lavoro è tenuto ad effettuare regolari manutenzioni dell’impianto nonché a far sottoporre lo stesso a verifica periodica ogni due anni”.

La disposizione, insomma, sembra chiara sull’indicazione del soggetto responsabile dell’avvenuta corretta esecuzione della verifica.

Quanto alle spese dell’intervento, facciamo presente che sempre l’art. 6 prevede espressamente al comma 4 che “le verifiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro” e ciò vale (temiamo) anche ove queste siano effettuate dal soggetto pubblico che provvederebbe quindi, nel caso, a riaddebitare i relativi costi, nulla e nessuno garantendo (temiamo ancora una volta) che essi siano effettivamente più contenuti di quelli di un organismo privato.

Concludendo, ci sembra che la cosa migliore sia, piaccia o non piaccia, quella di continuare a rivolgersi agli organismi privati magari – questo sì – confrontando prezzi e prestazioni di più strutture.

(tullio anastasi)

© Riproduzione riservata