Tubercolosi: in Italia nel 2024 segnalati 3.150 casi, tasso in risalita dopo il minimo storico
Il rapporto del ministero della Salute ha confermato la bassa endemia ma registrato un aumento dell’8,9% delle notifiche rispetto al 2023. Il 63,2% dei casi riguarda persone nate all’estero.
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Il ministero della Salute ha pubblicato il rapporto annuale sulla sorveglianza della tubercolosi in Italia, con i dati 2024. Il documento, che attinge al sistema nazionale di segnalazione Premal e ai dati dell’Istituto superiore di sanità sulle resistenze, ha confermato la classificazione dell’Italia come Paese a bassa endemia, con meno di 10 casi ogni 100mila abitanti. Tuttavia, si è osservata l’inversione del trend discendente che aveva caratterizzato gli ultimi decenni. Dopo il minimo storico nel 2020 con 3,8 casi per 100mila abitanti, il tasso di notifica è risalito, a 5,3 nel 2024. Nell’anno di riferimento sono stati segnalati complessivamente 3.150 casi, con un incremento dell’8,9% rispetto all’anno precedente. La malattia si è presentata in forma polmonare nel 69,9% delle segnalazioni.
Netta divergenza tra nati in Italia e all’estero
L’analisi demografica dei casi ha evidenziato differenze marcate. La tubercolosi colpisce in misura maggiore gli uomini, con rapporto maschifemmine di 2,2. La distribuzione per età e luogo di nascita disegna due quadri distinti. Tra i pazienti nati in Italia, l’età media è più elevata e la fascia over-65 anni è la più frequente. Al contrario, tra i nati all’estero prevale la classe di età 24-34 anni. Il dato più importante riguarda la proporzione dei casi: il 63,2% delle notifiche, in crescita costante negli anni, ha interessato persone nate fuori dai confini nazionali. Il tasso di notifica nel gruppo è stato di 29,8 per 100mila abitanti, circa 13 volte superiore a quello osservato tra i nati in Italia, pari a 2,2. Considerando la cittadinanza, gli stranieri hanno costituito il 43% dei casi, con un tasso di 25,8 per 100mila, contro il 3,3 degli italiani. Le notifiche in età pediatrica (0-14 anni) sono state il 4,7% del totale, mostrando un lieve incremento.
Sorveglianza sulle resistenze e distribuzione geografica
Il sistema di sorveglianza delle resistenze ai farmaci, coordinato dall’Iss, ha rilevato per il 2024 54 casi con profili di resistenza significativi: 36 di tubercolosi multidrug-resistant (Mdr), 9 resistenti alla rifampicina (Rr), 6 pre-extensively drug-resistant (pre-Xdr) e 3 extensively drug-resistant (Xdr). I dati, sebbene non esaustivi per la copertura territoriale, provengono da 20 laboratori, con una maggiore concentrazione di segnalazioni in Lombardia, Lazio e Veneto. La distribuzione regionale dei casi mostra tassi di notifica più elevati in Emilia-Romagna e Piemonte (7,6 per 100mila), seguite da Lombardia (6,3) e Toscana (6,3). Il rapporto sottolinea la necessità di consolidare le attività di prevenzione, diagnosi e cura, con particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili, per allinearsi agli obiettivi della strategia globale “End Tb” dell’Oms, che prevede per i Paesi a bassa endemia la fase di pre-eliminazione entro il 2035.