Farmacovigilanza

Tetano in Ue: 73 casi nel 2024, stabili rispetto al 2023

L’Ecdc ha registrato 19 decessi su 67 esiti noti di tetano, età avanzata e differenze di genere. La copertura Dtp3 scende al 92,6% nell’Unione europea. Italia prima per numero di casi.


Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha pubblicato il rapporto epidemiologico annuale sul tetano relativo al 2024, che riporta 73 casi complessivi nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo (Eu/Eea). Il numero resta invariato rispetto al 2023, ma superiore ai 53 casi registrati nel 2022. Di questi, 15 casi (21%) sono stati classificati come confermati e 58 (79%) come probabili. I dati provengono da 27 paesi Eu/Eea che hanno trasmesso le informazioni attraverso Epipulse Cases, la piattaforma che dall’ottobre 2024 ha sostituito il precedente sistema Tessy. Secondo l’Ecdc, nel 2024 sono stati registrati 19 decessi per tetano, pari al 28% dei 67 casi con esito noto. La fascia di età più colpita è quella degli over 65, che ha totalizzato 45 dei 73 casi complessivi, mentre a livello complessivo gli uomini sono stati quota maggiore dei casi rispetto alle donne, con 41 casi (56%) contro 32 (44%).

Italia prima per numero di casi, differenze marcate tra fasce di età e generi

L’Italia ha riportato il 38% di tutti i casi notificati nel 2024, seguita da Spagna, Polonia e Romania, che insieme hanno quadrato un ulteriore 38% del totale. Sedici paesi non hanno segnalato alcun caso. Il tasso di notifica grezzo nell’Eu/Eea è stato di 0,03 casi per 100mila abitanti, con i valori più elevati registrati in Lituania (0,10) ed Estonia (0,07). Tra il 2020 e il 2024, l’Italia ha concentrato il 41% dei casi complessivi dell’Eu/Eea, prevalentemente probabili e riferiti per l’89% a persone di età pari o superiore a 65 anni. Nella distribuzione per genere ed età, tra gli over 65 le donne sono state la maggioranza dei casi (29 contro 16 uomini), mentre sotto i 65 anni la maggioranza dei casi ha riguardato gli uomini (25 contro 3 donne), con un rapporto complessivo femmine-maschi di 1 a 1,28.

Stagionalità e maggiore incidenza nei mesi estivi

Sul piano stagionale, il picco di casi si è verificato nei mesi di luglio (14), aprile (11) e giugno (10), pari al 48% del totale annuo. Riguardo agli esiti, dei 19 decessi registrati, 16 hanno riguardato persone di età superiore agli 80 anni e tre persone tra 70 e 79 anni, tredici decessi hanno riguardato donne e sei uomini. L’Italia ha registrato il maggior numero di decessi (8), seguita da Romania (3), Polonia e Spagna (2 ciascuna), Grecia, Ungheria, Lituania e Paesi Bassi (1 ciascuna). Il numero di decessi del 2024 risulta leggermente superiore rispetto agli anni precedenti, quando erano stati registrati 13 decessi nel 2023, 7 nel 2022 e 10 nel 2021.

Il report integrale è disponibile alla pagina dedicata

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