Ad un anno dall’acquisto di PillPack per 753 milioni di dollari, Amazon potrebbe decidere di lanciarsi in una battaglia contro Surescripts e altri players della filiera farmaceutica. Al centro della disputa, i dati sanitari dei pazienti. Come riferito dall’emittente americana Cnbc, «il servizio di consegna a domicilio di farmaci da parte di PillPack è legato al suo accesso ad informazioni dettagliate sui medicinali assunti dai pazienti. In questo modo, è possibile informarli in modo appropriato sulle implicazioni per la salute e i rischi eventuali, nonché aiutarli nella gestione».

Ebbene, tali dati arrivano indirettamente proprio da Surescripts, una società specializzata nelle prescrizioni elettroniche, che però «è di proprietà di alcuni potenziali competitors di Pillpack, compresi Cvs e Express Scripts». Secondo due fonti citate dalla stessa emittente, l’azienda sarebbe stata informata attorno alla metà di luglio che il loro accesso attraverso una terza società, la ReMy Health, sarebbe stato tagliato di lì a breve. Sempre secondo le fonti della CNBC, Amazon starebbe per questo considerando la possibilità di avviare un’azione legale e la prima mossa sarebbe stata una lettera inviata dalla PillPack nella quale si chiede alla Surescripts di tornare sui propri passi. «Si tratta solo dell’ultimo capitolo delle dispute tra Amazon e alcune compagnie del settore della farmacia da quanto l’azienda di Jeff Bezos ha acquistato PillPack, nel giugno del 2018», ha precisato il media statunitense.

Il comparto, d’altra parte, rappresenta una torta estremamente lucrativa e allettante negli Usa. Basti pensare che la spesa per farmaci soggetti a prescrizione è di circa 500 miliardi di dollari all’anno. Il tutto in un contesto «che a lungo è stato controllato da un pugno di grandi soggetti, che gestivano i prezzi e l’accesso ai medicinali. L’arrivo di Amazon nel mercato pone dunque un serio problema». La stessa Surescript, che controlla l’80% delle prescrizioni americane, è tuttavia stata oggetto di discussioni: «La sua posizione è talmente dominante – spiega ancora la Cnbc – che nello scorso mese di aprile la Federal Trade Commission ha denunciato l’azienda accusandola di “monopolizzazione illecita del mercato delle prescrizioni elettroniche”».

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