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«Le assunzioni a tempo indeterminato – si legge nella nota – devono riguardare due categorie di lavoratori, ovvero il farmacista di età non superiore a trent’anni e il farmacista di età pari o superiore a cinquant’anni, se disoccupato da almeno sei mesi». Tale contributo «è riconosciuto ai rapporti di lavoro con anzianità minima di 8 mesi e per una durata massima di trentasei, purché continuativi», e sarà erogato «nei limiti dello stanziamento», attraverso la valutazione delle domande le quali «saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di invio».
Con riferimento alle modalità operative, l’Enpaf specifica che «il richiedente, in allegato alla domanda, dovrà produrre copia del contratto di lavoro dipendente stipulato con il farmacista iscritto all’Albo; copia delle comunicazioni obbligatorie di assunzione previste dalla vigente normativa; copia di tutte le buste paga, emesse in conformità alla normativa vigente, relative al periodo per il quale si richiede il contributo, unitamente a quella relativa al mese della domanda». Mentre, «per l’assunzione di un farmacista disoccupato per un periodo continuativo di almeno sei mesi e con età pari o superiore a 50 anni», è necessario fornire «copia dell’ultima dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa (DID) presentata dal lavoratore». Infine, «solo se il richiedente è una società di gestione di farmacia privata o di esercizio autorizzato alla vendita di farmaci ai sensi dell’art. 5 del D.L. n. 223/2006 (conv. Legge n. 248/2006)», dovrà fornire «visura camerale del Registro delle imprese aggiornata alla data della domanda». Inoltre, «la domanda deve essere presentata dal farmacista iscritto titolare dell’impresa ovvero dal rappresentante legale della società». Si rimanda alla fine di questo articolo per scaricare la documentazione integrale.
L’iniziativa dell’Ente in sostegno dell’occupazione giunge a seguito di quelle relative ai contributi una tantum 2018 ai titolari o soci di parafarmacia, all’erogazione di borse di studio per l’anno scolastico/accademico 2016-2017, al contributo una tantum in favore dei liberi professionisti ed infine dei contributi per i titolari di farmacie rurali. Iniziative che, seppur non risolutive, mostrano la vicinanza concreta dell’Ente ai problemi della categoria. Nello scorso dicembre 2018, l’Enpaf è stata chiamata in causa da una manifestazione indetta da un gruppo di farmacisti indipendenti scesi in piazza per protestare contro le norme legate alla contribuzione Enpaf. Manifestazione a cui è seguita una raccolta di adesioni, questa volta curata dal Codacons, al fine di avviare un’azione legale per abolire l’obbligatorietà dell’Ente dei farmacisti, da molti definita come «ingiusta».
Documenti allegati:
– Deliberazione n. 70, del 19 dicembre 2018
– Regolamento Cda
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