Prevenzione 2026-2031, nel Piano del Ministero anche le farmacie dei servizi
Il Piano nazionale 2026-2031 del ministero della Salute ha collegato la prevenzione alla rete territoriale, mettendo in luce il ruolo delle farmacie negli screening oncologici.
Il Piano nazionale della prevenzione 2026-2031 del ministero della Salute ha ritagliato la cornice strategica della prevenzione pubblica collocandola tra i Livelli essenziali di assistenza (Lea) e della riorganizzazione dell’assistenza territoriale prevista dal Dm 77/2022. Il documento, predisposto dal Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie, Direzione generale della prevenzione, Ufficio 5, ha richiamato la necessità di rafforzare gli interventi tradizionali di sanità pubblica, consolidare screening oncologici, vaccinazioni e promozione di stili di vita salutari, e sviluppare una prevenzione più capillare, sostenuta da innovazione digitale, monitoraggio e integrazione tra servizi.
Approccio One Health e valorizzazione della rete territoriale
L’impianto generale del Piano si fonda sull’approccio One Health, sulla salute in tutte le politiche, sulla centralità della persona e delle comunità e sulla valorizzazione della rete territoriale. Il testo proposto contiene un riferimento esplicito alle farmacie dei servizi nel Macro Obiettivo dedicato alle malattie croniche non trasmissibili, nel passaggio relativo agli screening oncologici organizzati. Il documento ha richiamato anche il coinvolgimento delle farmacie tra le realtà territoriali da attivare nelle azioni di promozione della sicurezza in ambito domestico.
Supporto delle farmacie ai programmi di screening
Con riferimento al Macro Obiettivo 1, il Piano ha menzionato i programmi organizzati di screening per il tumore della cervice uterina, della mammella e del colon-retto, già compresi nei Lea ai sensi del Dpcm 12 gennaio 2017. Il documento ha richiamato l’attuazione degli indirizzi del Piano nazionale della Prevenzione 2020-2025, del Piano europeo contro il cancro, delle Raccomandazioni del Consiglio dell’Unione europea del 2022 e del Piano Oncologico nazionale 2023-2027. Il Piano ha indicato la necessità di ridurre le disuguaglianze nell’accesso agli screening, rafforzare la governance nazionale e locale, usare piattaforme informatiche integrate, e sostenere la formazione continua degli operatori. È proprio qui che il documento ha fatto riferimento al Dm 77/2022, con lo sviluppo delle Case della Comunità, per rafforzare i programmi di screening oncologici garantendone prossimità, equità e integrazione. Il Piano ha specificato che anche le farmacie dei servizi sono veicoli di informazione ed erogazione di interventi di screening nella logica di prevenzione di prossimità.
Farmacie e il ruolo degli incidenti domestici
Un ulteriore riferimento alle farmacie compare nel Macro Obiettivo 3, dedicato agli incidenti domestici e stradali. Il Piano ha confermato la necessità di consolidare le azioni di promozione della sicurezza nelle comunità, anche con attività di advocacy tutte le realtà attive sul territorio. Tra i soggetti elencati dal documento, vi sono i Dipartimenti di Prevenzione, i Comuni, i servizi sociali, la scuola, i circoli anziani, appunto le farmacie, e le associazioni sportive. Per il resto, il Piano ha sviluppato i temi della prevenzione in una prospettiva ampia, affidando alle Regioni la traduzione operativa nei Piani Regionali della Prevenzione e nei Programmi Predefiniti, tra cui quelli dedicati a screening oncologici, cronicità, salute nei primi mille giorni, ambiente, clima e salute, malattie infettive, sicurezza alimentare e dipendenze. Si rimanda al testo integrale nella sezione “Documenti allegati”.