pierrelPierrel Pharma punta a «sensibilizzare i cittadini di tutto il mondo ad utilizzare gli studi dentistici come presidi di prevenzione», per la cura dei denti e di tutte le malattie del cavo orale, fino alle più gravi, come nel caso dei tumori. In tale chiave, l’azienda italiana punta all’espansione commerciale di due suoi prodotti di punta: l’Orabloc (Aricaina Pierrel) e i GOCCLES (“Glasses for Oral Cancer – Curing Light Exposed – Screening”).
L’azienda ricorda in un comunicato diffuso il 29 aprile 2015 quella che definisce una «straordinaria affermazione» del proprio anestetico dentale in America del Nord, con «circa 20 milioni di tubofiale commercializzate dal 2012 a oggi, a cui si aggiunge una continua escalation trimestre su trimestre di vendite all’utenza finale». Ciò ha convinto l’azienda ad esplorare (dopo essere già sbarcata in Polonia e in Russia) anche altri mercati, come nel caso dei Paesi balcanici, del Medio Oriente e anche del continente africano: «Di recente lo stabilimento di Capua è stato visitato dalle autorità del ministero della Salute sudanese per il via definitivo alla commercializzazione di Orabloc. Prevediamo di ottenere le necessarie autorizzazioni in tempi relativamente brevi».
«L’impegno del management è oggi fortemente orientato a mettere a punto un nuovo device nell’ambito dell’anestesia dentale, il cui uso sarà complementare a quello attuale per Orabloc – commenta l’ing. Fabio Velotti, amministratore unico di Pierrel Pharma -. Si tratta di un dispositivo fortemente innovativo, che verrà offerto ai mercati europeo e nordamericano, e che contiamo contribuirà a fare dell’anestetico un prodotto ancora più unico nel suo genere».
GOCCLES, lo speciale occhiale per lo screening precoce delle lesioni precancerose del cavo orale, è inoltre «pronto anche per la distribuzione in Italia – specifica la Pierrel -. La licenza esclusiva è stata concessa a Univet Optical Technologies S.r.l, che ne ha anche curato la realizzazione ed il design». Lo stesso dispositivo attende un’autorizzazione da parte della Food and Drug Administration per la commercializzazione negli Stati Uniti: il via libera dovrebbe arrivare tra la fine del 2015 ed il primo trimestre 2016.

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