«Quest’anno con il Sen. Sileri lo scempio da sempre auspicato si fa progetto: uccidere le parafarmacie, togliere la presenza obbligatoria del farmacista, tutela al servizio del cittadino, gambizzare migliaia di realtà imprenditoriali, devastarne l’utilità sociale, sanitaria e occupazionale, buttarci praticamente fuori da casa nostra, dai nostri esercizi, dandoci 24 caritatevoli mesi di tempo per farcene una ragione». È questo il commento a caldo proveniente dalle sigle Fnpi, Mnlf, Federfardis e Lpi, alla luce di quanto presentato nel corso degli Stati generali della farmacia italiana. Le sigle, in rappresentanza delle parafarmacie, esprimono la loro insoddisfazione, rimarcando che «alcune personalità politiche sensibilizzate sul tema riscuotono applausi sulla pelle di migliaia di farmacisti puntando ad una restaurazione liberticida, fino all’epurazione delle parafarmacie proposta candidamente dal Sen. Sileri, che esprime posizioni personali imbarazzanti e in netto contrasto con quanto sempre esternato dal Movimento 5 stelle con cui è stato eletto».

Nello specifico, alla luce di quanto evidenziato, le sigle sottolineano che «il Presidente della Commissione Igiene e Sanità Sen. Pierpaolo Sileri, che si schiera per un protezionismo restauratore e repressivo, porta scompiglio e preoccupazione nelle migliaia di famiglie dei farmacisti operanti nelle parafarmacie italiane e imbarazzo nel suo stesso movimento politico e si si assume la responsabilità di quanto avvenuto, progettato e perpetrato finora anche di fronte all’opinione pubblica, alla stampa, al suo partito e alla politica tutta».

«Tutto diventa lecito – spiegano le sigle – per scongiurare l’estensione della dispensazione dei farmaci con obbligo di ricetta ai farmacisti delle parafarmacie e disinnescare la concorrenza etica e onesta tra farmacisti». Per questo motivo, concludono «inviteremo anche il Sen. Sileri a giustificare le sue proposte ai prossimi Stati Generali delle parafarmacie del 28 Aprile all’Università La Sapienza di Roma, nell’interesse del cittadino».

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