credifarmaLe farmacie di Roma potranno rivendicare a livello giudiziario i danni subiti a causa dei ritardati pagamenti da parte della Aziende sanitarie locali, calcolati in modo differente rispetto al passato. A renderlo noto è l’istituto finanziario Credifarma, che parla di una vera e propria «svolta giudiziaria» del tribunale della Capitale, che ha indicato lo stesso organismo come «legittimato, quale mandatario e procuratore delle farmacie», a pretendere il riconoscimento delle somme, comprensive degli interessi legali.
«È proprio grazie a Credifarma – si legge in un comunicato diramato il 27 luglio 2015 – per il tramite del legale incaricato dei giudizi, che le farmacie del territorio romano potranno rivendicare giudiziariamente il danno subito, parametrandolo agli interessi convenzionali corrisposti per il finanziamento delle DCR. Il tribunale ha infatti stabilito che alle farmacie spetta, oltre agli interessi al tasso di legge, un ristoro del danno subito, non più e non solo, come in precedenti sentenze, nella misura pari al tasso medio di rendimento netto dei titoli di Stato con scadenza non superiore a dodici mesi, ma secondo i tassi di interesse corrisposti a Credifarma dai farmacisti sui finanziamenti delle stesse Distinte Contabili Riepilogative».
E non è tutto: i giudici hanno anche statuito che le spese di lite sono a carico dell’Azienda sanitaria locale, chiamata in causa a seguito del giudizio di opposizione promosso dalla Asl Roma C, soggetto nei confronti del quale Credifarma aveva attivato una procedura monitoria. Va detto che si tratta di una sentenza di primo grado, suscettibile di essere dunque modificata successivamente, qualora dovessero essere presentati ricorsi. Tuttavia, secondo Marco Alessandrini, amministratore delegato di Credifarma, anche questo primo giudizio «premia l’operato della società a tutela delle ragioni creditorie delle farmacie che da anni le danno fiducia, e ribadisce ancora una volta, la valenza del suo modello di offerta e di supporto. Il nostro organismo si pone dunque con sempre maggiore determinazione come punto di riferimento della categoria».

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