Clinical Trials & Research

Maturazione delle proteine: in uno studio il ruolo di checkpoint molecolare precoce

Uno studio internazionale coordinato dall’Università degli Studi di Milano ha svelato un meccanismo precoce nel controllo qualità delle proteine. Le ricadute su malattie congenite e tumori.


Un team internazionale di ricercatori ha identificato un meccanismo molecolare che interviene nella fase iniziale di maturazione delle proteine, e influenza la comunicazione cellulare oltre alla corretta formazione dei tessuti. La scoperta è stata pubblicata su Cell Reports ed è il risultato della collaborazione tra Università degli Studi di Milano, Cnr-Nanotec di Leccem e il Baylor College of Medicine di Houston. Thomas Vaccari, docente del Dipartimento di Bioscienze dell’ateneo milanese, ha coordinato lo studio, al quale hanno contribuito il dottor Antonio Galeone del Cnr-Nanotec, e Hamed Jafar-Nejad, docente del Baylor college of medicine. La ricerca ha descritto per la prima volta un checkpoint molecolare precoce che determina se la proteina possa completare il percorso di maturazione o debba essere trattenuta nella cellula.

Proteina Tusc3 vero e proprio punto di controllo

Le proteine destinate alla secrezione o alla superficie cellulare vengono prodotte nel reticolo endoplasmatico, dove subiscono la N-glicosilazione, processo che aggiunge zuccheri alle proteine appena sintetizzate. La modifica è essenziale per il corretto ripiegamento, la stabilità e la funzionalità delle proteine. Ebbene, i ricercatori hanno osservato che la proteina Tusc3, situata nel reticolo endoplasmatico e coinvolta nella N-glicosilazione, agisce come un vero e proprio punto di controllo. In assenza di Tusc3, le proteine restano bloccate in uno stato intermedio, diventano insolubili, e possono accumularsi, con effetti potenzialmente dannosi per la cellula.

Ruolo chiave della proteina Tusc3

Per comprendere il funzionamento del meccanismo, il team ha esaminato la proteina segnale Bmp4, che consente alle cellule di comunicare tra loro e coordina la formazione di tessuti e organi durante lo sviluppo embrionale. I risultati hanno mostrato che, senza Tusc3, Bmp4 resta intrappolata nel reticolo endoplasmatico e la sua capacità di trasmettere segnali si riduce significativamente. Al contrario, l’aumento dei livelli di Tusc3 ha portato alla maggiore secrezione di Bmp4 e al rafforzamento del segnale cellulare. Gli esperimenti, condotti su cellule di mammifero e sul moscerino Drosophila, hanno mostrato che il meccanismo è conservato nell’evoluzione, a conferma della rilevanza biologica. Lo studio ha rivelato un passaggio finora sconosciuto nel controllo qualità delle proteine: una fase precoce in cui la cellula stabilisce ex-ante quali molecole possono proseguire il percorso di maturazione, prima ancora dell’intervento dei sistemi di sorveglianza già noti.

Implicazioni cliniche e prospettive future

Diverse sono le implicazioni per la salute umana. Mutazioni del gene Tusc3, che contiene le istruzioni per produrre l’omonima proteina, sono associate a rare malattie congenite della glicosilazione e a forme di disabilità intellettiva. Il meccanismo scoperto ha suggerito che alterazioni del checkpoint possano contribuire ai difetti dello sviluppo osservati nei pazienti, dando una chiave di lettura dei processi patologici alla base delle condizioni. Inoltre, poiché Tusc3 è coinvolta anche in diversi tipi di tumore, i risultati aprono prospettive per comprendere il ruolo del controllo qualità delle proteine nella progressione tumorale.

Passaggio precoce nel controllo qualità delle proteine

Thomas Vaccari, docente del dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano, ha sottolineato di aver «identificato un passaggio precoce e finora inatteso nel controllo qualità delle proteine, che agisce come un vero punto decisionale nel determinarne la corretta maturazione. Questo meccanismo è fondamentale per regolare la comunicazione tra le cellule e potrebbe estendersi a molti altri processi biologici essenziali per lo sviluppo e il funzionamento dei tessuti e degli organi».

Glicosilazione vero codice funzionale

Antonio Galeone, ricercatore del Cnr-Nanotec e del Tecnomed Puglia, ha precisato che «il nostro studio dimostra che la glicosilazione non è una semplice modifica delle proteine, ma un vero codice funzionale che ne guida la maturazione, la qualità e la capacità di comunicare con l’ambiente cellulare. Comprendere questi passaggi precoci può aiutarci a interpretare meglio sia le malattie congenite della glicosilazione sia altri contesti patologici in cui il controllo qualità delle proteine risulta alterato».

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