sanofiIl 7 dicembre 2016 Federfarma ha chiesto un parere all’AIFA sulla regolarità della vendita della “confezione doppia” del farmaco Maalox Plus 30 cpr. (AIC 020702080). «Il dubbio – ha spiegato il sindacato dei titolari di farmacia – era sorto perché con riferimento alla suddetta AIC che riguarda una confezione composta da 30 cpr, la pubblicità sembrava permettere la vendita di due confezioni singole del suddetto farmaco, incollate e fascettate insieme in modo da dar vita ad una nuova confezione che dispone del doppio delle unità posologiche, ossia 60 compresse». L’Agenzia del Farmaco ha risposto con una e-mail datata 22 febbraio 2017, nella quale ha fatto sapere che la confezione non è esitabile al pubblico. Il ministero della Salute ha spiegato in una lettera inviata alla Sanofi Spa che «con riferimento all’autorizzazione comunicata a codesta Azienda con nota prot. 17984 del 6 aprile 2016, concernente il prodotto Maalox Plus, a mezzo di cortometraggio TV/Cinema – Soggetto “Pacco doppio”, si rappresenta che a seguito di una segnalazione pervenuta dall’Agenzia Italiana del Farmaco si è avuto modo di accertare che non risulta autorizzata all’immissione in commercio alcuna “confezione doppia” di Maalox plus contenente un totale di 60 cpr, il cui imballaggio secondario è ottenuto dall’accoppiamento di due confezioni singole della specialità. Ciò considerato, sentita al riguardo la Sezione Pubblicità del Comitato tecnico sanitario, si revoca l’autorizzazione summenzionata e si invita codesta Azienda a cessare immediatamente ogni pubblicità relativa alla c.d. “confezione doppia” di Maalox plus». Federfarma sottolinea che con tali indicazioni «si conferma che l’AIC rilasciata dall’Aifa è relativa alla confezione singola di Maalox plus 30 cpr e non all’imballaggio secondario ottenuto dall’unione di due confezioni per un totale di 60 cpr. Per evitare equivoci, questa federazione ribadisce che la confezione Maalox Plus AIC 020702080 da 30 cpr è regolarmente vendibile». Intanto, in una email inviata alle farmacie, Sanofi ha fatto sapere di aver «rivalutato la promozione commerciale», pur senza specificarne le ragioni.

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