La promozione della farmacia con i volantini “fai da te”

I messaggi pubblicitari – come si è avuto occasione di chiarire (v. Sediva News del 04/10/2010) – non scontano l’imposta quando il relativo supporto (nel nostro caso il foglio di carta in cui consiste il volantino) non ecceda la superficie di trecento centimetri quadrati, che è pari, più o meno, ad un foglio di 15×20 centimetri, e quindi in astratto neppure il “formato A5” – che sviluppa, sulla base del puro calcolo, una superficie appena superiore (trecentodieci centimetri quadrati) – parrebbe garantire l’esenzione.
Ma già il c.d. “formato A4”, pari ad un foglio di centimetri 21 per 29,70, conduce a una superficie di 623,70 centimetri quadrati, quindi evidentemente ben eccedente la superficie limite, mentre il “formato A3”, pari ad un foglio di centimetri 42 per 59,40 – esattamente il doppio del “formato A4” – sviluppa addirittura una superficie di 2.494,80 centimetri quadrati….
Dunque, non certo l’A3 e neppure l’A4, mentre sul “formato A5” si può tentare di restare all’interno dei confini di esenzione.
Quanto alla possibilità per la farmacia di produrre “in proprio” i volantini, come ci pare sia Sua intenzione, senza perciò ricorrere alle numerose agenzie pubblicitarie che curano ogni fase del progetto (dalla grafica del volantino, alla stampa, e finanche alla distribuzione), crediamo non vi sia al riguardo alcuna vera difficoltà; si può tuttavia ragionevolmente nutrire qualche dubbio sulla convenienza economica dell’operazione, perché, se è vero che il lavoro in economia può garantire un certo risparmio, è pur vero che il know-how professionale di una buona agenzia pubblicitaria attribuirebbe maggiori probabilità di successo ad un’iniziativa promozionale, quale che sia.
Infine, ricordiamo – anche se l’argomento non viene toccato dal quesito – di prestare sempre attenzione al contenuto del messaggio pubblicitario (cioè, in pratica, a quel che scriviamo sul volantino…), che deve infatti rispettare i limiti normativi e deontologici posti a carico della farmacia nell’esercizio delle attività promozionali e per questo. La rimandiamo senz’altro, per un approfondimento, a due altri nostri interventi di qualche tempo fa (Sediva News del 30/11/2010 e del 15/12/2010).
Dott. Stefano Civitareale