Pharma

Export farmaceutico Ue: nel 2023 sostenuti 926mila posti di lavoro

I dati Eurostat hanno mostrato il raddoppio dell’occupazione legata alle esportazioni del farmaceutico dal 2010, con gli Stati Uniti primo partner.


Secondo i dati pubblicati da Eurostat e riferiti al 2023, le esportazioni di prodotti farmaceutici dall’Unione europea verso i Paesi extracomunitari hanno sostenuto 926mila posti di lavoro all’interno dell’Ue. La cifra è pari al 4,3 per mille dell’occupazione totale europea, su un totale di circa 217,7 milioni di persone. L’analisi, condotta utilizzando le tavole Full international and global accounts for research in input-output analysis (Figaro), ha messo in luce come sia il numero assoluto di lavoratori coinvolti, sia la loro incidenza percentuale sull’occupazione totale, abbiano raggiunto nel 2023 i livelli massimi dell’intero periodo considerato. L’andamento dal 2010 mostra crescita costante e quasi un raddoppio: si è passati da 504mila occupati sostenuti dalle esportazioni farmaceutiche a inizio decade fino ai 926mila del 2023. La quota sull’occupazione totale è salita dal 2,6 per mille al 4,3 per mille, a testimonianza di un contributo crescente del settore all’impiego complessivo dell’Ue.

Distribuzione dell’impatto occupazionale tra Paesi partner

A livello di singoli partner commerciali, gli Stati Uniti restano il mercato di destinazione principale per i farmaci europei. Nel 2023, le esportazioni del settore farmaceutico Ue verso gli Usa hanno sostenuto 275mila posti di lavoro, con un incremento di 147mila unità rispetto al 2010, anno in cui il dato era di 128mila. Al secondo e terzo posto si collocano Svizzera e Cina, rispettivamente con 104mila e 103mila occupati sostenuti. L’aumento più marcato è stato registrato per la Cina, che ha visto crescere il numero di lavoratori coinvolti di 91mila unità dal 2010. Seguono Regno Unito e Giappone, con 51mila e 42mila occupati. L’analisi Eurostat ha messo in luce come l’occupazione generata dalle esportazioni in ambito farmaceutico sia trainata prevalentemente da cinque grandi partner, con una dinamica di crescita particolarmente sostenuta per gli Stati Uniti e la Cina. In termini di valore aggiunto, l’esposizione del settore farmaceutico Ue verso gli Usa ha raggiunto 43,2 miliardi di euro nel 2023, mentre verso la Cina si è attestata a 14,7 miliardi di euro.

Effetti diretti e indiretti sulle filiere produttive europee

L’impatto occupazionale delle esportazioni farmaceutiche si manifesta sia all’interno del settore stesso, sia in altri comparti dell’economia. Nel 2023, 325mila persone erano impiegate direttamente nell’industria farmaceutica Ue grazie alle proprie esportazioni, mentre 601mila lavoratori operavano in altri settori trainati indirettamente da tali flussi commerciali. Tra le attività che beneficiano maggiormente dell’effetto indiretto il commercio all’ingrosso (57.900 occupati), le attività legali e di consulenza (57.300), i servizi di supporto amministrativo (55.700) e le agenzie di collocamento (40.200). La distribuzione geografica intracomunitaria ha mostrato forte concentrazione: l’Irlanda domina l’esposizione commerciale farmaceutica verso gli Usa con 22,7 miliardi di euro su un totale Ue di 43,2 miliardi, seguita da Germania (5,4 miliardi) e Danimarca (4,5 miliardi). Il dato ha confermato, secondo quanto riportato nel Rapporto Draghi, il ruolo centrale del settore farmaceutico per l’economia europea, benché esso si trovi ad affrontare sfide legate alla concorrenza globale e alla frammentazione dei mercati.

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