Ddl Concorrenza farmacie, Pugliese (Conad): l’Aifa non ha tenuto conto del “delisting”
Secondo Francesco Pugliese, a.d. di Conad, l’Aifa nel corso delle audizioni in parlamento sul Ddl Concorrenza ha parlato di aumento dei prezzi dei farmaci senza considerare il delisting del 2012.

«Evidentemente – prosegue Pugliese – non sono abituati, né lui né la dottoressa Racca, che è la presidente di Federfarma, a guardare i numeri nel modo in cui vanno guardati. In quell’anno, infatti, c’è stato un effetto collegato ad un’operazione che si chiama “delisting”. Essa consiste nel passaggio tra i farmaci vendibili nelle parafarmacie di una serie di prodotti che erano invece solo prescrivibili con ricetta, ovvero di fascia C. È chiaro che se si prende un fattore da una parte e lo si mette dall’altra, senza prendere in considerazione lo storico, chiaramente si nota un innalzamento del fatturato».
Tra l’altro, aggiunge l’a.d. di Conad, «il prezzo unitario medio di questi farmaci che prima erano di fascia C era di circa 12 euro. Mentre quello dei medicinali che sono vendibili all’interno delle parafarmacie è di circa 7 euro. Quindi quel fatturato in più ha creato anche un aumento del prezzo medio. Ma per fortuna c’era chi i numeri li guarda». Secondo Pugliese, dunque, gli effetti delle liberalizzazioni volute dall’allora ministro Pier Luigi Bersani non sono state affatto nulli, a patto che si prendano in esame i dati nel loro complesso.