Diversi nuclei dei Carabinieri, in seguito ad una serie di controlli su tutto il territorio nazionale, hanno rilevato situazioni di illecito ai danni di diverse farmacie territoriali. A darne notizia è un comunicato degli stessi militari, i quali spiegano che «nell’ambito dei servizi disposti dal Comando Carabinieri Tutela della Salute di Roma, i dipendenti Nuclei anti sofisticazione (Nas). hanno effettuato una serie di controlli alle farmacie presenti sul territorio nazionale». Nello specifico, «il Nas di Udine ha denunciato in stato di libertà la responsabile di una farmacia, situata nella stessa provincia, poiché deteneva sostanze psicotrope scadute di validità. Nel corso dell’ispezione sono state sequestrate confezioni di morfina, metadone e barbiturici». Anche il Nas di Parma «ha denunciato in stato di libertà il titolare di una farmacia, situata nella provincia di Piacenza, poiché ha attivato, all’interno dell’attività commerciale, un impianto di video sorveglianza con sistema di registrazione senza la prescritta autorizzazione alla Direzione provinciale del lavoro». Dunque, il Nas di Lecce «ha sequestrato complessivamente 305 fustelle segnaprezzo abbinati a medicinali venduti senza ricetta», all’interno di due farmacie situate nella provincia salentina.

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Lo scorso maggio, per aver ceduto stupefacenti online, due farmacisti avevano ricevuto una segnalazione alla procura della Repubblica presso il tribunale di Genova e la contestazione di numerose violazioni di carattere amministrativo, per un valore totale di 28mila euro. Ciò in seguito all’immissione in commercio attraverso il sito web della sua attività commerciale, da parte del direttore tecnico di una farmacia, di «alcune sostanze stupefacenti – avevano spiegato i Nas – utilizzate per assemblare preparati magistrali». Nel dettaglio, «il medesimo indagato a seguito di contatti tramite posta elettronica, fax e telefono, spediva i preparati illegali a persone residenti in varie località del territorio nazionale». Alcuni giorni prima, invece, i carabinieri del Nas di Milano avevano contestato 74 violazioni amministrative e segnalato 21 farmacisti agli Ordini per aver venduto medicinali omeopatici su un marketplace.

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