Vincere una piccola farmacia in tre o quattro soci. Quesito

1) Se si prospettano guadagni molto bassi per la gestione delle nuove farmacie, e risulta vincitrice un’associazione tra tre o quattro candidati, come ci si deve organizzare per consentire a tutti i soci di disporre di entrate sufficienti?È possibile svolgere altri lavori o no? Inerenti alla farmacia o in altri ambiti? In caso contrario, in molte circostanze i vincitori potrebbero lasciare campo libero a chi li segue in graduatoria.
2) Nella compilazione della domanda on line nel caso di dottorato di ricerca con borsa andrà compilata la parte relativa al dottorato e anche la parte relativa alla borsa riferita al dottorato?
Quanto al quesito sub 1), l’art. 8 della legge 362/91 prevede l’incompatibilità tra la posizione di socio di società titolare di farmacia e qualsiasi altro rapporto di lavoro pubblico o privato, cosicché la farmacia eventualmente vinta a concorso dovrà verosimilmente rivelarsi di una consistenza e dimensioni tali da assicurare la “giusta” remunerazione (quantomeno delle prestazioni lavorative) dei concorrenti in forma associata; diversamente, potrà e/o dovrà purtroppo essere valutata anche l’ipotesi di rifiutare la farmacia assegnata all’esito della procedure concorsuale.
È pur vero che le rinunce dei primi interpellati consentono ai concorrenti non utilmente graduati (che magari partecipano in forma individuale) di essere, per così dire, “ripescati” e beneficiare quindi della farmacia “rinunciata” da altri che hanno maturato un punteggio superiore, ma questo è il sistema – peraltro non certo esclusivo dei concorsi straordinari – che i candidati devono fatalmente accettare.