Con la pandemia e il ruolo attivo nel supporto al sistema sanitario alla vaccinazione la farmacia italiana ha l’opportunità di ribadire ancora una volta la sua utilità e far evolvere il suo posizionamento nella direzione precisa del filiera della salute pubblica. Solo così, secondo Massimiliano Berruti, head of Pharma di Jakala, il farmacista potrà essere ancora protagonista del territorio. «Fino a dieci anni fa – spiega il manager a FarmaciaVirtuale.it – la ricetta rappresentava l’80% del business, ma anche se ora le cose sono cambiate, l’etico oggi pesa mediamente il 56,7% (fonte NL) i farmacisti devono rendersi conto che hanno ancora l’opportunità di essere, per la salute di prossimità, i veri protagonisti del territorio. Ciò aprendosi alle nuove tecnologie. Dalla sua esperienza nel settore, Berruti sostiene che alla farmacia servirebbe un approccio più phygital. «Oggi la farmacia – afferma Berruti – è un punto di acquisto, accessibile solo fisicamente aprendo la porta ed entrando. In uno scenari in cui il paziente/consumatore è sempre più proattivo e abituato ad interagire con brand e pdv sul territorio anche con il digitale, perché non essere accessibili, supportare e rimanere in contatto con i pazienti/consumatori anche attraverso la tecnologia?».

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«Serve un nuovo mindset più aperto alle nuove tecnologie»

Secondo il consulente a frenare l’evoluzione della farmacia – impedendole di diventare un’attività gestita con strumenti digitali e moderni – è, primariamente, un fattore culturale. Si tratta di fare le cose che si facevano prima, usando la tecnologia e dando alle persone la possibilità di entrare in contatto con la farmacia nel modo in cui sono ormai abituate a fare in altri settori. L’iPhone nel 2007 ha messo tutti in contatto con il resto del mondo, cambiando completamente i paradigmi classici; tali paradigmi la farmacia non le può ignorare».

Le due strade davanti alla farmacia

Berruti vede una polarizzazione precisa nel futuro della farmacia: convogliare concretamente nei servizi sanitari o restare nell’area dei prodotti. Entrambe le strade hanno vantaggi e criticità, ma la scelta sarà inevitabilmente tra queste due direzioni. «I farmacisti – spiega l’head of Pharma di Jakala – dovrebbero chiedersi che futuro vogliono progettare. Se intendono focalizzare l’attività sui servizi territoriali per la salute, si attivino per renderli operativi, consapevoli della necessità di adeguare gli spazi, di dotarsi delle attrezzature e fare formazione al personale. Se questa non è la strada che vogliono perseguire, entrino in modo moderno nell’arena commerciale e dove inevitabilmente si troveranno a competere in una logica concorrenziale e di prezzo, ma dovranno farlo con value proposition distintive la cui centralità sarà propio la competenza del farmacista Non ci sono altre strade, se non quella, per chi ha competenze specifiche, di trovare delle nicchie di mercato della salute in cui quelle competenze vengano percepite tali e la gente sia disposta a riconoscere il valore aggiunto prodotto. Entrambe le direzioni avranno però come costante la tecnologia digitale. Queste sono le regole del gioco del business moderno e la farmacia non può più ignorarle».

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