Clinical Trials & Research

Batteriospermia e resistenza antimicrobica, al via la sperimentazione per la sorveglianza europea

Un’iniziativa dell’Ecdc, coordinata a livello sovranazionale, mira a uniformare la raccolta di dati epidemiologici con un ulteriore set di variabili e una metodologia condivisa. Possibili benefici per la resistenza antimicrobica.


L’Agenzia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha fatto sapere il 21 settembre 2026 di aver avviato un percorso strutturato per lo sviluppo di linee guida finalizzate alla sorveglianza di alcuni patogeni a trasmissione sessuale e della loro farmacoresistenza. Il processo, che si è sviluppato tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026, ha previsto una fase di consultazione con gruppi di esperti e portatori di interesse e si è basato su una revisione della letteratura e su colloqui mirati. La bozza zero della struttura e delle variabili proposte è stata poi discussa in una riunione dedicata del gruppo di esperti, con la possibilità per i partecipanti di fornire contributi aggiuntivi anche dopo l’incontro. Con l’iniziativa, l’Ecdc intende perfezionare la metodologia per una futura implementazione su scala europea, partendo da una prima fase pilota per testare la fattibilità e l’accuratezza della raccolta dati.

Revisione documentale e di interviste

La definizione delle linee guida nasce dalla revisione documentale e da una serie di interviste di gruppo online condotte nell’autunno 2025 con cinque categorie tematiche di stakeholder, tra cui rappresentanti della società civile e ricercatori nel campo psicosociale. Le consultazioni sono servite per integrare la letteratura con il punto di vista operativo di chi raccoglie e utilizza i dati sul campo. La bozza iniziale ha beneficiato di un processo di revisione iterativo che ha portato a una versione aggiornata, valutata e discussa durante una riunione online del gruppo di esperti. I ricercatori si sono concentrati sulla definizione delle variabili, molte delle quali corredate da note esplicative. Tra queste, indicatori relativi all’uso della doxiciclina come profilassi post-esposizione (Doxy-Prep), alle segnalazioni di resistenza antimicrobica e alle prescrizioni correlate al trattamento di alcune infezioni, con specifiche note metodologiche per l’interpretazione dei dati. La scelta di approfondire l’ambito della sorveglianza risponde alla necessità di monitorare l’evoluzione della resistenza ai trattamenti e di ottenere un quadro epidemiologico più solido a livello continentale.

Soglie Eucast e minima concentrazione inibente

Un ulteriore elemento della metodologia proposta è l’armonizzazione delle variabili di raccolta dati e l’utilizzo di parametri di riferimento condivisi. Per quanto riguarda la valutazione della suscettibilità antimicrobica, si fa esplicito riferimento alle soglie Eucast e alla minima concentrazione inibente (Mic, espressa in mg/L), mentre per la classificazione degli eventi avversi si suggerisce un’identificazione basata su categorie specifiche, come l’aumento della pressione intracranica o l’incremento ponderale, con la possibilità di codifica secondo i criteri Ctcae. Il test di fattibilità previsto sarà cruciale per verificare l’applicabilità pratica delle variabili e la qualità dei dati raccolti, anche in relazione a fonti esistenti come i dataset comportamentali e di coorte europei, tra cui rilevazioni online su larga scala e programmi di implementazione della Prep contro l’Hiv. La rilevazione delle informazioni è strategica per la crescente preoccupazione legata all’antibiotico-resistenza, come evidenziato dagli studi citati nella documentazione preparatoria che indagano conoscenza e atteggiamenti verso la Doxy-Prep in specifiche popolazioni, prospettive degli stakeholder sull’integrazione della profilassi nei programmi di prevenzione e l’efficacia di tali misure in contesti internazionali. La fase successiva vedrà la messa a punto definitiva della metodologia e la pianificazione operativa della sperimentazione sul campo.

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