alimenti per celiaciLa direzione generale per la Tutela della salute ed il Coordinamento del Sistema sanitario regionale della Campania ha inviato una lettera alle Aziende sanitarie locali, a Federfarma, Assofarm e agli Ordini provinciali dei farmacisti, in merito alla nota del ministero della Salute del 25 ottobre 2018 in materia di Registro nazionale degli alimenti speciali senza glutine. Nel testo si comunica che lo stesso ministero ha pubblicato l’aggiornamento del citato registro, il 24 ottobre: ciò «in ottemperanza rispetto a quanto indicato dal decreto ministeriale del 10 agosto 2018 (articolo 4, comma 2: “Norme transitorie”), “entro tre mesi dalla pubblicazione del registro nazionale di cui al comma 1, le Regioni provvedono ad adeguare le modalità di erogazione degli alimenti senza glutine conformemente a quanto previsto dal presente decreto”».

[Se vuoi ricevere tutte le novità iscriviti gratis alla newsletter di FarmaciaVirtuale.it. Arriva nella tua casella di posta alle 7 del mattino. Apri questo link]

La data di entrata in vigore dei cambiamenti è stata fissata al 24 gennaio 2019. Ciò al fine di consentire «lo smaltimento delle scorte dei prodotti preseti nei precedenti aggiornamenti da parte dei distributori, delle farmacie e degli esercizi commerciali autorizzati». Come riportato ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it, il decreto ministeriale è stato pubblicato al fine di «rendere uniformi le modalità di erogazione degli alimenti senza glutine specificamente formulati per celiaci al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale e di contenere i costi per il Servizio sanitario nazionale».

È stato poi specificato che «sono inclusi nel registro nazionale, istituito presso la Direzione generale per l’igiene, la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del ministero della Salute, gli alimenti rientranti nelle seguenti categorie: a) pane e affini, prodotti da forno salati; b) pasta e affini; pizza e affini; piatti pronti a base di pasta; c) preparati e basi pronte per dolci, pane, pasta, pizza e affini; d) prodotti da forno e altri prodotti dolciari; e) cereali per la prima colazione». Infine, il decreto specifica che «i limiti massimi di spesa sono aggiornati periodicamente dal ministero considerando la variazione dei prezzi medi al consumo degli alimenti senza glutine di base specificamente formulati per celiaci».

© Riproduzione riservata

Non perdere gli aggiornamenti sul mondo della farmacia

Riceverai le novità sui principali fatti di attualità.

Puoi annullare l'iscrizione con un click. Non condivideremo mai il tuo indirizzo email con terzi.