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Lilly, 150 anni di storia: dall’insulina all’evoluzione della cura del diabete

Dal laboratorio aperto a Indianapolis nel 1876 alla produzione industriale dell’insulina, fino alle biotecnologie e alle terapie incretiniche: un percorso che intreccia ricerca scientifica, innovazione e trasformazione della cura del diabete.


Il 10 maggio 1876 il farmacista Eli Lilly apre un piccolo laboratorio a Indianapolis. In un’epoca nella quale sono diffusi rimedi dalle formule segrete e dalle promesse terapeutiche spesso prive di fondamento, sceglie di costruire la propria attività sulla qualità delle preparazioni e sulla trasparenza degli ingredienti. È il punto di partenza di una storia lunga centocinquant’anni, nella quale l’evoluzione dell’azienda si intreccia con alcuni passaggi decisivi della medicina, a cominciare dalla cura del diabete.

Dalle prime preparazioni alla produzione di medicinali biologici, il filo conduttore è la capacità di trasformare la conoscenza scientifica in terapie disponibili. La vicenda dell’insulina ne è uno degli esempi più significativi: una scoperta nata nella ricerca universitaria che, grazie alla collaborazione con l’industria, cambia la prognosi delle persone con diabete di tipo 1.

La costruzione di un’impresa scientifica

La crescita del laboratorio è accompagnata dall’investimento nella ricerca e nell’organizzazione produttiva. Nel 1886 Eli Lilly e il figlio Josiah K. Lilly avviano un programma di ricerca dedicato al miglioramento dei prodotti esistenti e allo studio di nuovi trattamenti. Nel 1919, con il documento «The Policy of the House», l’azienda formalizza principi già presenti alle origini: rendere note ai professionisti sanitari le formule dei medicinali ed evitare affermazioni promozionali esagerate.

La produzione diventa poi più strutturata. Nei primi decenni del Novecento vengono introdotte schede che accompagnano ciascun lotto, riportando formule, quantità, fasi di lavorazione e controlli. La standardizzazione porta a rendere i processi più riproducibili e a ridurre le possibilità di errore. È su questa base scientifica e industriale che Lilly si prepara ad affrontare la sfida dell’insulina.

L’insulina, scoperta e disponibilità su larga scala

Nel 1921 i ricercatori dell’Università di Toronto ottengono risultati decisivi nello studio dell’insulina. Nel gennaio 1922 Leonard Thompson, un adolescente con diabete, riceve il trattamento: dopo una prima somministrazione dagli esiti limitati, l’impiego di un estratto più purificato determina un miglioramento delle sue condizioni. Per il diabete di tipo 1, fino ad allora associato a una sopravvivenza molto ridotta, si apre una prospettiva terapeutica nuova.

Resta però un ostacolo: produrre quantità sufficienti di insulina con caratteristiche costanti. Nel maggio 1922 è formalizzata la collaborazione tra l’Università di Toronto e Lilly, promossa dal direttore della ricerca George Clowes e sostenuta dal presidente Josiah K. Lilly.

Il lavoro congiunto consente di affrontare i problemi di purificazione e produzione. Il miglioramento dei metodi di estrazione aumenta la resa e la purezza dell’insulina, allora ricavata da pancreas animali. Nel 1923 Lilly introduce Iletin, la prima insulina disponibile commercialmente.

Il cambiamento non consiste soltanto nella disponibilità di una nuova molecola. La possibilità di produrla su larga scala rende praticabile una terapia continuativa e contribuisce a trasformare il diabete di tipo 1 da malattia rapidamente letale a condizione cronica trattabile, pur richiedendo una gestione quotidiana e un monitoraggio costante.

Insulina umana e terapie incretiniche

La ricerca prosegue nei decenni successivi. Negli anni Trenta Lilly produce formulazioni di insulina con protamina e zinco, che ne prolungano l’azione. Un’altra tappa arriva nel 1982, quando la Food and drug administration (Fda) statunitense approva Humulin, l’insulina umana prodotta mediante tecnologia del Dna ricombinante: passaggio fondamentale dalle preparazioni di origine animale alla produzione biotecnologica.

Nel nuovo secolo, l’innovazione amplia le possibilità terapeutiche per il diabete di tipo 2. Nel 2005 Lilly e Amylin Pharmaceuticals introducono exenatide, il primo farmaco della classe degli agonisti del recettore Glp-1. Nel 2014 viene approvato negli Stati Uniti dulaglutide, sviluppato dai ricercatori Lilly e somministrato una volta alla settimana. Si tratta di terapie agiscono sui meccanismi delle incretine, contribuendo, tra le altre azioni, a stimolare la secrezione di insulina in risposta all’aumento della glicemia.

Dalla collaborazione con Toronto alle biotecnologie, la storia di Lilly nella cura del diabete mostra come il progresso terapeutico nasca dall’incontro tra scoperta, sviluppo e capacità produttiva. I centocinquant’anni dell’azienda vanno oltre la singola svolta: una successione di innovazioni che hanno modificato le prospettive di vita e la gestione della malattia.

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