Carenze farmaci

Dossier Aifa sulle carenze dei medicinali: nessuna emergenza in Italia

È disponibile il dossier Aifa interamente dedicato alle carenze di medicinali: cause, dimensione e strategie del fenomeno. Principi attivi extra-Ue ed esportazioni parallele tra gli elementi sotto la lente. Nisticò: «Partire dai numeri e non dalle percezioni».


L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha reso disponibile lunedì 28 settembre 2026 un dossier dedicato alle carenze di medicinali in Italia. Nel documento emerge che il fenomeno non un’emergenza sanitaria nel Paese, ma uno dei segnali di fragilità delle supply chain globali della salute. Secondo i dati Aifa, gli elenchi dei farmaci temporaneamente carenti aggiornati a settembre 2026 comprendono meno di 2.600 medicinali, a fronte di oltre 20mila prodotti autorizzati e commercializzati in Italia. Di questi, circa 2mila dispongono di equivalenti o alternative terapeutiche già presenti sul mercato nazionale. Per i restanti 600, corrispondenti a circa 280 principi attivi, Aifa prevede la possibilità di autorizzare l’importazione dall’estero, ma si tratta per la maggior parte di farmaci ospedalieri più datati: solo una ventina viene effettivamente importata dalle strutture sanitarie, che nella maggioranza dei casi preferiscono ricorrere a prodotti più moderni.

Dipendenza dall’Asia e politiche sui prezzi statunitensi

Il dossier ha individuato nella globalizzazione della supply chain del farmaco uno dei fattori più rilevanti alla base delle difficoltà di reperimento. Negli ultimi decenni una parte crescente della produzione di principi attivi è stata trasferita fuori dall’Europa, soprattutto in Cina e in India, Paesi che insieme rappresentano circa i due terzi della capacità produttiva mondiale. Come evidenziato dall’Aifa, la concentrazione rende il sistema esposto a problemi di qualità, interruzioni produttive, calamità naturali, restrizioni commerciali o difficoltà logistiche, con ripercussioni immediate sulla disponibilità dei medicinali in Europa.

Effetti delle politiche statunitensi nel rapporto Aifa

Il dossier ha segnalato come le politiche statunitensi, in particolare il meccanismo Most favored nation promosso dall’amministrazione statunitense a maggio 2025, possano incidere sui mercati europei, compreso quello italiano: l’obiettivo della misura è allineare i prezzi praticati nell’ambito di Medicare e Medicaid a quelli più bassi applicati in un gruppo di Paesi che comprende Regno Unito, Francia, Germania, Canada, Giappone, Danimarca, Svizzera e Italia. Secondo il dossier, il rischio è che le aziende scelgano di non introdurre farmaci innovativi negli otto mercati per evitare ribassi automatici di prezzo sul più ampio mercato statunitense, con l’Italia che potrebbe rappresentare spesso il benchmark più basso.

Esportazioni parallele come causa delle carenze

Un altro elemento analizzato riguarda le esportazioni parallele, ossia la vendita all’estero di confezioni acquistate in Italia a prezzi inferiori rispetto ad altri Paesi europei. Ebbene, come emerso nel rapporto, quando raggiunge volumi elevati, il parallel trade può contribuire a generare indisponibilità sul territorio nazionale. Per contrastare gli effetti, Aifa dispone della facoltà di adottare provvedimenti temporanei di blocco dell’esportazione per specifici medicinali. Il dossier evidenzia come la pressione sui prezzi e i margini ridotti per alcuni farmaci essenziali possano scoraggiare gli investimenti produttivi e aumentare il rischio di carenze, motivo per cui Aifa ha previsto percorsi di rinegoziazione rapida, le cosiddette procedure fast track, destinati ai farmaci a rischio sul mercato italiano. Sul nesso parallel trade/carenze FarmaciaVirtuale.it raccolse a luglio 2026 un’intervista a Domenico Di Giorgio, dirigente Aifa, a cui si rimanda per un ulteriore approfondimento.

Strumenti di monitoraggio e strategie europee di prevenzione

Il documento ha ricordato che in Italia sono attivi da tempo strumenti dedicati al monitoraggio delle criticità distributive. Il Tavolo tecnico indisponibilità, istituito nel 2015 su iniziativa di Aifa con il coinvolgimento del ministero della Salute, della Regione Lazio e del Comando Carabinieri Nas, ha rappresentato il punto di partenza per altre iniziative condivise sul tema, coinvolgendo istituzioni, enti locali e associazioni di categoria. A ciò si affianca la piattaforma Drugghost, sviluppata nel 2019 dalla Società italiana di farmacia ospedaliera in collaborazione con Aifa per monitorare e prevedere le carenze a livello nazionale ed europeo.

“Non si trova!”, Critical medicines act ed effetti sulla salute pubblica

Per orientare pazienti, medici e farmacisti, Aifa ha realizzato la guida “Non si trova!”, disponibile sul portale istituzionale, con i percorsi da seguire in caso di irreperibilità di un farmaco, dal ricorso agli equivalenti alle alternative terapeutiche fino alle procedure di importazione dall’estero. Sul piano europeo, il dossier ha richiamato il Critical medicines act, iniziativa con cui la Commissione europea intende individuare i medicinali critici per la salute pubblica e ridurre la dipendenza da un numero limitato di fornitori, e il ruolo crescente dell’Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie, denominata Hera, istituita dopo la pandemia di Covid-19 con il compito di monitorare i rischi emergenti e coordinare le risposte comuni tra gli Stati membri.

Nisticò: «Partire dai numeri e non dalle percezioni»

Robert Nisticò, presidente Aifa, ha spiegato che «quando si parla di carenze di medicinali è importante partire dai numeri e non dalle percezioni. In Italia fanno rumore le oltre 2mila specialità medicinali presenti negli elenchi delle carenze, ma nella stragrande maggioranza dei casi esistono farmaci equivalenti o valide alternative terapeutiche che consentono di garantire senza interruzioni la continuità delle cure. I medicinali realmente privi di soluzioni alternative sono poche decine e proprio su questi concentriamo la massima attenzione attraverso strumenti come l’importazione dall’estero, il monitoraggio delle scorte e il coordinamento costante con Regioni, aziende sanitarie e operatori della filiera».

Principali trasformazioni di industria farmaceutica mondiale

Per Nisticò «questo non significa sottovalutare il fenomeno. Al contrario. Le carenze rappresentano uno dei principali indicatori delle trasformazioni che stanno interessando l’industria farmaceutica mondiale. Per questo Aifa non si limita a gestire le emergenze, ma lavora ogni giorno per prevenirle. Attraverso il monitoraggio continuo delle segnalazioni, il blocco delle esportazioni parallele quando necessario, il confronto con le aziende produttrici, il coordinamento con le istituzioni europee e l’adozione di misure straordinarie nei casi più critici, l’obiettivo è garantire che nessun paziente venga privato di una terapia indispensabile».

«Costruire un sistema farmaceutico europeo più resiliente»

Quanto all’immediato futuro, il Presidente Aifa ha evidenziato che «la vera sfida dei prossimi anni non sarà soltanto affrontare le singole carenze, ma costruire un sistema farmaceutico europeo più resiliente, capace di garantire accesso alle cure anche in un contesto internazionale sempre più instabile. La disponibilità dei medicinali non può più essere considerata un fatto scontato: è un bene strategico che va protetto con la stessa attenzione con cui proteggiamo la salute dei cittadini».

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