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Lilly, 150 anni a Firenze con il progetto Guardare Lontano

A Firenze, i 150 anni dalla fondazione dell’impresa creata dal farmacista Eli Lilly. Khalil (Presidente e general manager Italy Hub di Lilly): «Volgere lo sguardo al passato dà la misura, l’esempio di cosa si può fare nel futuro».


La medicine company Eli Lilly celebra i suoi 150 anni a Firenze, ripercorrendo in una settimana di rievocazioni le scoperte che hanno cambiato la medicina, considerandole leva e auspicio per le cure e i risultati del domani. Ha preso il via il 21 settembre 2026, con una suggestiva serata al Forte di Belvedere, il concept “Guardare Lontano”. Un grande progetto che illumina la lunga storia dell’azienda farmaceutica step by step, attraverso talk, incontri e racconti con autorevoli esponenti del panorama culturale, arte digitale, eventi e spettacoli dal vivo, contenuti editoriali e le partnership strategiche con Fondazione Muse. E (che racconta la significativa storia del Forte) e Corriere della Sera.

Tutto cominciò nel 1876 dal farmacista Eli Lilly

Fondata nel 1876 a Indianapolis dal Colonnello e farmacista Eli Lilly, che da subito basò l’attività su trasparenza degli ingredienti e vendita esclusiva attraverso grossisti, Lilly è stata pioniera di scoperte scientifiche che hanno cambiato la vita dei pazienti e segnato le tappe della medicina moderna, trasformando la scienza in soluzioni di cura nel mondo, oggi è specializzata nello sviluppo di farmaci e trattamenti innovativi, in particolare in oncologia, endocrinologia, cardiometabolico, neuroscienze e immunologia. Le sue medicine aiutano più di 51 milioni di persone in tutto il mondo. La pipeline di Lilly conta più di 60 molecole nuove indicazioni in varie fasi di sviluppo. Nel 2025 Lilly ha investito oltre 13.337 milioni di dollari in ricerca (il 20,5% in percentuale delle vendite), in Italia oltre 20 milioni di euro nell’ultimo triennio: è tra le prime dieci aziende nello Stivale per investimenti in ricerca. Tutto questo è il risultato di un approccio che segue, oggi come ieri, l’adagio del Colonello: «Prendete ciò che trovate e rendetelo migliore».

Lilly, il presente tra passato e futuro

La storia glocal di Lilly è fatta di rigore scientifico e ricerca, è costruita sulla dedizione e sul legame con i territori nel mondo, tra cui l’Italia, dove è presente da 67 anni con lo stabilimento produttivo innovativo di Sesto Fiorentino, che conta 1500 dipendenti diretti sul territorio. Mettendo in rilievo l’anniversario dei 150 anni con un progetto di maxi brand activation territoriale, Lilly racconta la Firenze della scienza (che intreccia la Firenze delle arti) e lo fa scegliendo un claim, «Guardare Lontano»: un’espressione che accomuna la sua mission e lo spirito rinascimentale, cifra di questo luogo, di questa terra che ha cambiato l’Italia.

Khalil: «Volgere lo sguardo al passato dà la misura, l’esempio di cosa si può fare nel futuro»

Un’attitudine espressa anche dalla stessa location dell’evento, un Forte voluto 500 anni fa da Cosimo I e oggi polo espositivo: «questo posto iconico aiuta a “Guardare Lontano”. Da 150 anni Lilly ha cercato di segnare la storia della Medicina. Volgere lo sguardo al passato dà la misura, l’esempio di cosa si può fare nel futuro – ha affermato Elias Khalil, presidente e general manager Italy Hub di Lilly –. Pensiamo allo sviluppo del metodo per produrre su larga scala penicillina-G, primo antibiotico diffuso globalmente, nel 1940, alla produzione e distribuzione del vaccino antipoliomielite nel 1955, alla messa in commercio dell’insulina umana da Dna ricombinante nel 1982, al percorso per fronteggiare la malattia di Alzheimer. Sono tutte tappe del passato, ma danno l’idea del metodo con cui procedere in futuro. Possiamo pensare a come rendere le malattie un ricordo lontano, attraverso l’applicazione dell’intelligenza artificiale ai real world data, per accelerare l’innovazione con una Medicina sempre più preventiva e predittiva, trasformando i progressi scientifici in soluzioni concrete e accessibili. I traguardi sono il punto di partenza per parlare di ciò che verrà, condividendolo con la cittadinanza e raccontando al grande pubblico evoluzione e futuro della medicina».

Lo stabilimento di Sesto Fiorentino nella visione aziendale

La data del 18 agosto 1959, alle soglie del boom economico, è quella in cui Lilly posa la prima pietra in Italia. Lo stabilimento di Sesto Fiorentino, inizialmente, è dedicato alla produzione di antibiotici. Il passaggio all’insulina da Dna ricombinante nel 2005 e ai dispositivi per il diabete nel 2009 lega il territorio all’evoluzione delle biotecnologie. «Il nostro impegno è contribuire a sviluppare soluzioni in grado di cambiare il corso delle malattie e collaborare con le Istituzioni perché i progressi scientifici raggiungano, sempre più velocemente, quanti ne hanno bisogno. Se gli spazi, le persone, le tecnologie sono cambiati, la direzione è sempre la stessa – ha chiosato il presidente Khalil durante la celebrazione –: quella di mettere la Medicina al servizio delle persone, rendendo la salute accessibile a tutti. Rimanere attenti e competitivi con gli altri Paesi non è facile, ma grazie al nostro capitale umano è realtà».

L’Hub che “connette” 20 Paesi dell’Europa centro-orientale

Khalil ha appunto evidenziato il ruolo chiave dell’Italia in tutta questa vision. «Qui viene coordinato un Hub che comprende 20 Paesi dell’Europa centro-orientale – una delle geografie più importanti per Lilly a livello mondiale – e nel Paese continuiamo a investire in capacità produttiva e innovazione». In questo senso è stata messa in luce anche la proficua collaborazione con il comune di Sesto Fiorentino attraverso la presenza alla serata del sindaco Damiano Sforzi. «C’è la consapevolezza, da ambo le parti, di quello che una multinazionale può fare per il mondo e per il territorio locale» ha affermato il primo cittadino di Sesto. E lo ha confermato anche Khalil: «Uniamo la valorizzazione del patrimonio storico cittadino alla centralità del polo produttivo di Sesto Fiorentino, eccellenza biotecnologica del gruppo presente in Italia da oltre 60 anni». Il sito unisce manifattura avanzata, competenze scientifiche, occupazione qualificata ed export. È il punto nel quale la dimensione globale di Lilly incontra perpendicolarmente il territorio toscano e «contribuisce a costruire capacità produttiva, innovazione e nuove competenze. A Sesto Fiorentino produciamo soluzioni per oltre 60 Paesi nel mondo, esportando il 95% della produzione». questo ha spinto la quota di export farmaceutico della Toscana a oltre 22 mld di euro nel 2025 (+93% su base annua).

Stabilimento produttivo tra i più avanzati a livello tecnologico

A FarmaciaVirtuale.it, Khalil ha dichiarato che «Lilly ha scelto l’Italia non solo una volta, 67 anni fa, ma molte volte, investendo in uno stabilimento produttivo tra i più avanzati a livello tecnologico. Ma abbiamo anche più di 50 studi clinici avviati sul mercato. Sull’area cardiometabolica siamo leader e stiamo studiando il fil rouge che collega malattie cardiovascolari, dei reni, del fegato, diabete. La scienza insegna che dobbiamo continuare a spingere e la macchina-corpo insegna allo stesso tempo l’umiltà. Con i nostri 1500 dipendenti siamo, inoltre, una realtà commerciale legata al territorio. Consideriamo dunque l’Italia un nodo strategico da cui guardiamo l’Europa e il mondo. Sicuramente il mercato, come tutti gli altri mercati, ha alcune esigenze che dobbiamo focalizzare e che ci portano a lavorare con le Istituzioni, per continuare a considerare l’Italia un Paese in cui investire. Sto parlando del payback, oggi una grande leva sulle aziende straniere».

Attrattività dell’Italia penalizzata da tempistiche e payback

Khalil dal palco ha poi specificato che i tempi lunghi delle agenzie regolatorie e il meccanismo del payback penalizzano l’attrattività dell’Italia. «È un tipo di tassa che sta rallentando la nostra capacità di reinvestire i ricavi in nuova ricerca e sviluppo». In Italia Lilly vuole continuare a radicarsi a dispetto di quella che Khalil ha sottolineato essere la principale criticità, vale a dire la velocità di accesso ai farmaci innovativi per i pazienti. «L’innovazione nascosta nei laboratori non ha un valore. Il vero valore è renderla accessibile». Inoltre, i dati dicono chiaro che la popolazione sta invecchiando, ci sono meno tombe oltre che meno culle, e alla luce di questo contesto Khalil ha delineato su cosa focalizzarsi adesso, di fronte all’invecchiamento per la sostenibilità del Ssn. «Ci sono altri sistemi sanitari più competitivi del nostro. Il 40% degli italiani ha una malattia cronica e la maggior parte delle risorse sono consumate da questo genere di malattie. Per risolvere questa situazione dobbiamo usare la scienza dei dati, non solo l’Ai: bisogna puntare verso soluzioni anticipatorie in senso preventivo, rispetto al manifestarsi sintomatico delle malattie. La strada è questa, andare verso una prevenzione di precisione. Con la scienza dei dati possiamo iniziare a immaginare un futuro dove intervenire prima che una malattia arrivi. Mi auguro che alcune delle malattie su cui oggi lavoriamo, come obesità, diabete di tipo 2, Alzheimer, spariscano».

La settimana dal 22 al 27 settembre 2026

Come in uno storytelling, Lilly aprirà l’iconico Forte di Belvedere, dal quale si accarezza Firenze con lo sguardo che si posa sulla cupola del Brunelleschi, per offrire una sei giorni gratuita di spettacoli, videomapping e, in particolare, incontri di divulgazione scientifica volti a conoscere ripercorrere le tappe, le scoperte che hanno cambiato la storia della Medicina moderna: dallo sviluppo su larga scala della penicillina-G (1940), fino alle prime insuline ottenute con tecnologia del Dna ricombinante (1982). Il racconto porterà ad affrontare le domande aperte sul domani, in primis come accelerare la ricerca per poter intervenire in anticipo sulle malattie. Coinvolti in prima linea anche i dipendenti stessi di Lilly, verso i quali la medicine company mette a terra un welfare olistico per tutelarne la salute. Quasi 700 di loro si ritroveranno protagonisti dei Global Day of Service, tre giornate di volontariato (trenta turni per nove progetti), realizzate con nove organizzazioni del terzo settore e imprese sociali orientate all’impatto socio-ambientale.

L’evoluzione della medicina moderna

Tra i divulgatori coinvolti nella cavalcata settimanale ci sono Massimo Polidoro, Ugo Cappellacci con Tessa Gelisio e Dario Nardella, Barbara Gallavotti, Stefano Massini. Ai loro interventi s’aggiunge la stand-up comedy di Comici miei, per un palinsesto che attraverso linguaggi diversi andrà a raccontare come sta evolvendosi la medicina (calendario e prenotazioni su e.lilly/150). Il racconto dell’anniversario attraverso la partnership con il Corriere della Sera si esprimerà in quattro iconiche copertine dal 22 al 25 settembre: fotografie di altrettante cruciali tappe della storia di Lilly, dal 1923 al 1986, con una distribuzione speciale del quotidiano (ripresa a specchio sui canali digital). Sarà illustrato come le scoperte si siano intrecciate, sulla linea del tempo, con i grandi fatti della Storia narrati in quegli anni dal quotidiano. La storia di Lilly viene da molto lontano e anche oggi quel faro illumina il lavoro dell’azienda. «Le persone di allora non ci conoscono, ma stiamo continuando il loro lavoro» recita una frase ricca di emozione e significato, un altro claim scelto per l’anniversario, che ripercorre come un’ellissi il tempo e congiunge ieri ed oggi, in una simbolica staffetta tra chi ha fondato Lilly e chi continua alacremente questo lavoro di instancabile ricerca. «Guardiamo ai 150 anni come segno di ciò che abbiamo potuto fare fino ad ora e al contempo guardiamo lontano, al futuro, per colmare i bisogni insoddisfatti dei pazienti che contano su di noi. In questa settimana celebriamo il futuro che viene colto» ha concluso il presidente Khalil.

Alessandra Stoppini

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