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Acque reflue, Egualia: l’Italia sospenda l’attuazione dell’Epr

L’associazione chiede di attendere la sentenza della Corte Ue prima di recepire la direttiva, per non compromettere la disponibilità dei medicinali.


Il 3 settembre l’Avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea Juliane Kokott ha depositato le sue conclusioni nel ricorso della Polonia contro il sistema di responsabilità estesa del produttore (Epr) previsto dalla direttiva europea sul trattamento delle acque reflue urbane. A seguito dello sviluppo, Egualia ha chiesto al Governo italiano di sospendere immediatamente il percorso di attuazione della direttiva in Italia, in attesa della pronuncia definitiva della Corte.

Confronto per il recepimento in Italia

Come evidenziato da Egualia, il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase) ha già avviato il confronto per il recepimento, condividendo un primo testo e convocando le parti interessate per la prossima settimana. L’associazione ritiene che le conclusioni dell’Avvocato generale, pur non essendo vincolanti, sianp un segnale che le istituzioni non possono ignorare, rafforzando i dubbi sulla sostenibilità dell’attuale sistema Epr e sulla necessità di valutarne con attenzione le conseguenze per la disponibilità dei medicinali in Europa.

Rischi per i medicinali fuori brevetto e l’incertezza sui costi futuri

L’Avvocato generale ha proposto alla Corte di annullare le disposizioni che attribuiscono ai produttori farmaceutici e cosmetici almeno l’80% dei costi del trattamento quaternario delle acque reflue. Secondo Egualia, il sistema Epr così configurato rischia di gravare in modo particolarmente pesante sui medicinali fuori brevetto, che si caratterizzano per grandi volumi, prezzi contenuti e margini estremamente ridotti. L’associazione ha ricordato che le imprese farmaceutiche programmano con largo anticipo investimenti, capacità produttiva e quantitativi destinati ai vari mercati.

Volumi usati per determinare i contributi Epr

I volumi immessi sul mercato a partire dal 2028 saranno utilizzati per determinare i contributi Epr dovuti dal 2029. Le aziende si trovano quindi a dover assumere già nei prossimi mesi decisioni sulla produzione e sulla commercializzazione dei medicinali, senza conoscere con precisione l’entità dei costi aggiuntivi. Per i farmaci a basso prezzo, ulteriori oneri non assorbibili potrebbero determinare la perdita di sostenibilità economica di singoli prodotti, con il rischio concreto di riduzioni dell’offerta o ritiri dal mercato.

Ricorso della Polonia e conseguenze per l’approvvigionamento europeo

Egualia ha sottolineato che l’eventuale impatto negativo sulla disponibilità di medicinali potrebbe gravare sulle carenze già esistenti e indebolire la produzione europea proprio mentre l’Unione punta a rafforzare l’autonomia strategica e la sicurezza degli approvvigionamenti. L’associazione ha così rivolto un appello al Governo affinché sospenda il recepimento della direttiva fino a quando la Corte non si sarà pronunciata, per rivalutare l’impatto sulla disponibilità dei medicinali e sulla tenuta del sistema produttivo.

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