Farmaci equivalenti, Egualia: dazi mettono a rischio le cure per i pazienti
Egualia ha auspicato politiche industriali e non barriere commerciali, dopo l’annuncio di possibili dazi Usa sui medicinali equivalenti. La posizione del presidente Riccardo Zagaria.
L’annuncio dell’Amministrazione statunitense di voler introdurre dazi sui farmaci equivalenti ha suscitato preoccupazione in Egualia, associazione delle aziende produttrici di farmaci equivalenti, biosimilari e value added medicines in Italia. In una nota diffusa il 22 luglio 2026, il presidente Riccardo Zagaria ha commentato la decisione, sottolineando che «pur prendendo atto del periodo transitorio annunciato, l’introduzione di dazi sui farmaci equivalenti rischia di produrre effetti che vanno ben oltre il commercio internazionale».
Filiere globali altamente integrate
Secondo Zagaria «i medicinali fuori brevetto rappresentano un presidio essenziale per la salute pubblica. Garantiscono ogni giorno la continuità delle cure a milioni di pazienti e contribuiscono in modo determinante alla sostenibilità dei sistemi sanitari. Proprio per il loro valore strategico dovrebbero restare al di fuori delle dispute commerciali e dall’applicazione dei dazi. L’introduzione di barriere commerciali su prodotti che rappresentano oltre il 90% delle prescrizioni negli Stati Uniti rischia inoltre di aggravare le tensioni già esistenti nelle catene di approvvigionamento dei medicinali essenziali. La produzione dei medicinali fuori brevetto si fonda oggi su filiere globali altamente integrate, nelle quali principi attivi, eccipienti, confezionamento e produzione finale coinvolgono Paesi diversi».
Fondamentale poter contare su filiere produttive resilienti
Il Presidente di Egualia ha spiegato che «l’esperienza degli ultimi anni ha dimostrato quanto sia fondamentale poter contare su filiere produttive resilienti, diversificate e integrate a livello internazionale. Misure che ostacolano la libera circolazione dei farmaci possono aumentare i costi, compromettere la continuità delle forniture e incidere sulla disponibilità dei medicinali per i pazienti». Dunque «rafforzare la capacità produttiva nazionale è un obiettivo legittimo e condiviso anche in Europa. Proprio per questo riteniamo che debba essere perseguito attraverso politiche industriali capaci di incentivare gli investimenti, sostenere la competitività e consolidare le filiere produttive, anziché con misure tariffarie che rischiano di alterare gli equilibri di un mercato globale profondamente integrato».
Sostenere la produzione con politiche industriali e regole di mercato sostenibil
Per Zagaria «se l’obiettivo è rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, occorre sostenere la produzione con politiche industriali e regole di mercato sostenibili, non creare nuove barriere commerciali. I medicinali equivalenti non sono una semplice commodity industriale, ma un’infrastruttura strategica per la salute pubblica. Ogni misura che ne comprometta la sostenibilità economica o la libera circolazione rischia di tradursi in minore disponibilità dei medicinali, maggiori costi per i sistemi sanitari e minore accesso alle cure per i pazienti».