Inalatori a basso impatto ambientale: convalidate le submission regolatorie di Chiesi in Europa
Le submission regolatorie di Chiesi per la tripla terapia in singolo inalatore e per la combinazione Ics/Laba in formato Pmdi con propellente di nuova generazione hanno superato la fase di validazione da parte delle agenzie regolatorie europee.
Il 3 settembre 2026 il Gruppo Chiesi ha fatto sapere della validazione in Europa delle domande regolatorie per i propri inalatori pressurizzati predosati (Pmdi) contenenti la Tripla Terapia in singolo inalatore (Sitt, o Ics/Laba/Lama) e la doppia combinazione fissa Ics/Laba, formulati con il propellente di nuova generazione Hfa-152a. L’avvio della procedura di valutazione da parte delle autorità, con la presentazione per la Sitt gestita tramite procedura centralizzata presso l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) e quella per la combinazione Ics/Laba attraverso un percorso coordinato multi-paese con il Bfarm tedesco come stato membro di riferimento, è un passaggio nella strategia dell’azienda per ridurre l’impronta carbonica del proprio portafoglio respiratorio.
Propellente non-Pfas a basso impatto ambientale
La transizione all’Hfa-152a, propellente classificato come non-Pfas e con un basso potenziale di riscaldamento globale (Gwp), è progettata per abbattere fino al 90% le emissioni di carbonio dei Pmdi rispetto agli attuali, senza alterare l’efficacia, la sicurezza e la facilità d’uso che caratterizzano i prodotti consolidati, come dimostrato dagli studi citati dall’azienda. Il passo segue l’approvazione, ottenuta nel luglio 2026 dalla Medicines and healthcare products regulatory agency (Mhra) del Regno Unito, dei Pmdi di Chiesi a base di beclometasone formulati con lo stesso propellente, è stata la prima autorizzazione britannica per la tecnologia.
Prosegue la strategia Net Zero di Chiesi
Il progetto si inserisce nella strategia Net Zero di Chiesi, che mira a diventare la prima azienda farmaceutica a raggiungere emissioni nette zero di gas serra lungo l’intera catena del valore entro il 2035, con quindici anni di anticipo rispetto all’obiettivo europeo di neutralità climatica. L’impegno, che copre tutte le categorie di emissioni, è stato validato dalla Science based targets initiative (Sbti) nell’aprile 2024, e il Gruppo ha consolidato il proprio inventario delle emissioni secondo gli standard Iso 14064 e Ghg Protocol, con audit annuali affidati a enti indipendenti. La conversione del portafoglio Cmi, focalizzata sulla riduzione dell’impronta di carbonio dei Pmdi che sono ancora un’opzione importante nel trattamento di asma e Bpco, è una delle azioni più significative della roadmap Net Zero di Chiesi, poiché i propellenti degli inalatori sono la principale fonte di emissioni di gas serra del Gruppo.
Cura dei pazienti e responsabilità ambientale
Andrea Bizzi, executive vice president, region europe top 5 & interim Air franchise, ha spiegato che «innovazione nella cura dei pazienti e responsabilità ambientale non sono in contrapposizione. I nostri Pmdi di nuova generazione a impatto climatico ridotto si propongono di offrire lo stesso livello di cura, diminuendo al contempo le emissioni fino al 90% rispetto agli inalatori attualmente in uso e uso e raggiungendo livelli comparabili a quelli degli inalatori a polvere secca (Dpi). Queste domande regolatorie rappresentano un ulteriore passo nel nostro percorso verso un portafoglio completo di Cmi extrafini, sia Pmdi sia Dpi».
«Passo fondamentale per ridurre l’impatto ambientale delle cure respiratorie»
Sara Panigone, senior director e global project leader della divisione Air, ha sottolineato che «la transizione verso i Pmdi a basse emissioni di carbonio rappresenta un passo fondamentale per ridurre l’impatto ambientale delle cure respiratorie. Inoltre, contribuisce a garantire la disponibilità a lungo termine di un’ampia gamma di farmaci inalatori efficaci, salvaguardando la vita dei pazienti e assicurando l’accesso e la continuità delle cure».