Drug Approvals & Reimbursement

Chiesi, ok Mhra ai primi inalatori con propellente a basso impatto climatico

Chiesi ha annunciato l’approvazione in Regno Unito dei Pmdi a base di beclometasone: riduzione attesa del 90% delle emissioni di Co2 rispetto ai prodotti tradizionali.


La Medicines and healthcare products regulatory agency (Mhra) del Regno Unito ha autorizzato la commercializzazione di Clenil® Modulite® (beclometasone) nei dosaggi da 100 mcg e 200 mcg, formulati con un propellente di ultima generazione a basso potenziale di riscaldamento globale (Gwp), privo di sostanze per- e polifluoroalchiliche (Pfas), identificato come Hfa-152a. Chiesi, gruppo biofarmaceutico internazionale certificato B Corp che ha sviluppato la tecnologia, ha sottolineato come siano i primi inalatori pressurizzati predosati (Pmdi) al mondo a impiegare tale propellente.

Regno Unito primo Stato ad averne concesso l’autorizzazione

Secondo le stime fornite dall’azienda, la transizione verso il propellente di ultima generazione dovrebbe consentire una riduzione fino al 90% dell’impronta carbonica dei prodotti a base di beclometasone rispetto al propellente attualmente in uso (Hfa-134a). L’iniziativa si inserisce nel percorso verso l’obiettivo Net Zero, che Chiesi intende raggiungere entro il 2035, quindici anni prima del target di neutralità climatica europeo.

Riduzione del 90% dell’impronta carbonica rispetto ai correnti

L’approvazione dell’Mhra è stata supportata da studi farmacocinetici e di sicurezza che hanno mostrato equivalenza terapeutica e tollerabilità dei prodotti formulati con Hfa-152a rispetto a quelli contenenti Hfa-134a. I Pmdi sono il dispositivo inalatorio più prescritto nel Regno Unito, pari a circa il 70% dei 60 milioni di dispositivi dispensati ogni anno. Dunque, il loro impatto ambientale è rilevante: si stima che contribuiscano per circa il 3% all’impronta carbonica complessiva del Servizio Sanitario nazionale britannico (Nhs). La formulazione approvata garantirà la continuità terapeutica per i pazienti, dando la possibilità di scelta del dispositivo inalatorio, e affrontando al contempo l’impatto ambientale associato a questi dispositivi.

«Innovazione che supporti sia i pazienti che il pianeta»

Ralph Blom, amministratore delegato di Chiesi Uk e Irlanda, ha spiegato che «il beclometasone (100 mcg e 200 mcg) è il primo farmaco del nostro portafoglio Pmdi a passare a un propellente a basso Gwp, una tappa significativa mentre sviluppiamo il nostro portfolio respiratorio e avanziamo verso l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2035. Il nostro focus è offrire innovazione che supporti sia i pazienti che il pianeta, riducendo l’impatto ambientale e contribuendo agli obiettivi di decarbonizzazione del Nhs, preservando al contempo scelta, accesso e flessibilità terapeutica».

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