Ecdc: nel 2024 in Ue/See 73 casi di tetano e 151 di difterite
I rapporti 2024 dell’Ecdc hanno mostrato che i casi di tetano sono rimasti stabili rispetto al 2023, ma su livelli superiori a quelli osservati tra il 2020 e il 2022. Anziani e persone non adeguatamente vaccinate tra i più vulnerabili.
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha pubblicato il 27 luglio 2026 due rapporti epidemiologici annuali relativi al 2024, dedicati rispettivamente al tetano e alla difterite nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo (Ue/See). Secondo i dati diffusi, nel 2024 sono stati notificati 73 casi di tetano, di cui 15 confermati, pari al 21% del totale. Il numero è rimasto invariato rispetto al 2023, ma risulta superiore a quelli registrati tra il 2020 e il 2022. Per quanto riguarda la difterite, sono stati segnalati complessivamente 151 casi: 83 causati da Corynebacterium diphtheriae tossigenico e 65 da C. ulcerans, oltre a tre casi non compresi nelle due categorie. I rapporti hanno richiamato l’attenzione sulle fasce di popolazione più vulnerabili e sull’importanza della vaccinazione.
Andamento dei casi e profilo dei pazienti più colpiti
Per il tetano, l’Ecdc ha rilevato aumento dei casi segnalati tra il 2020 e il 2023, seguito da una stabilizzazione nel 2024: 32 casi nel 2020, 50 nel 2021, 53 nel 2022, e 73 sia nel 2023 sia nel 2024. La malattia ha interessato più uomini che donne: 41 casi, pari al 56%, sono stati registrati tra gli uomini e 32, pari al 44%, tra le donne. La fascia d’età più colpita è stata quella delle persone di almeno 65 anni, con 45 casi. Nel gruppo preso in esame, tuttavia, i casi hanno riguardato soprattutto le donne, con 29 segnalazioni contro 16 tra gli uomini. Nel 2024 sono stati registrati 19 decessi per tetano, pari al 28% dei 67 casi con esito noto. Tutti hanno riguardato persone di età superiore a 70 anni e 16 si sono verificati tra gli over 80. La sezione dedicata agli esiti del rapporto ha riferito che la maggioranza delle persone decedute era di sesso femminile: 13 donne e sei uomini.
Differenze demografiche rilevanti per la difterite
Anche per la difterite sono emerse differenze demografiche rilevanti. I casi causati da C. diphtheriae hanno interessato tutte le fasce d’età, con una prevalenza maschile del 74%, mentre quelli causati da C. ulcerans si sono manifestati soprattutto tra le persone di almeno 65 anni, il 58% dei pazienti era di sesso maschile. Tra i casi da C. diphtheriae per i quali era disponibile l’informazione sull’origine dell’infezione, il 21% è stato classificato come importato, ossia riferito a persone che si erano trovate all’estero durante il periodo di incubazione e senza collegamenti con una trasmissione locale. Tra i casi importati, il 57% presentava un’infezione cutanea. Lo stato vaccinale era noto soltanto per il 43% dei casi complessivi di difterite. Tra questi, il 62% riguardava persone non vaccinate oppure vaccinate con un numero di dosi non specificato.
Coperture vaccinali e indicazioni dell’Ecdc
Secondo l’Ecdc, l’attuale epidemiologia del tetano nell’Ue/See potrebbe essere spiegata dalla minore copertura vaccinale e/o dal progressivo calo dell’immunità nelle popolazioni più anziane. La copertura media ponderata per la terza dose del vaccino contro difterite, tetano e pertosse (Dtp3) tra i bambini di un anno si è mantenuta elevata nel 2024, al 92,6%. Il dato è però leggermente inferiore al 92,8% del 2023 e al 93,4% del 2022. La tabella nel rapporto sul tetano ha indicato copertura del 93,9% nel 2020 e del 93,8% nel 2021. Per quanto riguarda la difterite, l’Ecdc ha segnalato che l’aumento dei casi tra i migranti osservato in diversi Paesi dell’Ue/See nella seconda metà del 2022 è in progressiva diminuzione.
Mantenere elevati i livelli di immunizzazione
L’Ecdc ha ribadito la necessità di mantenere elevati livelli di immunizzazione in tutte le fasce d’età e di sviluppare strategie mirate a proteggere i gruppi maggiormente esposti, in particolare gli anziani nei Paesi con una maggiore incidenza del tetano. Per la difterite, l’Agenzia ha ricordato che la vaccinazione con tossoide difterico è il principale metodo efficace di prevenzione e che raggiungere e mantenere coperture vaccinali elevate è essenziale per prevenire le forme gravi o mortali della malattia.