Gonorrea resistente, Ecdc: casi in aumento in Europa
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha valutato i casi di gonorrea dal 2022 e indicato sorveglianza, test, e prevenzione mirata.
L’European centre for disease prevention and control (Ecdc) ha pubblicato il 16 luglio 2026 una valutazione del rischio sull’aumento, in Europa, di infezioni da gonorrea causate da ceppi resistenti a ceftriaxone, antibiotico di prima linea nelle attuali linee guida europee per il trattamento della malattia. L’analisi ha preso in esame le segnalazioni emerse dal 2022 in 11 Paesi europei: Austria, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito. Secondo l’Ecdc, il riscontro di ceppi resistenti in un numero crescente di Stati, insieme alle evidenze di trasmissione interna osservate negli ultimi due anni, è un fattore da monitorare per la continuità delle opzioni terapeutiche disponibili. La gonorrea è una delle infezioni batteriche sessualmente trasmesse più diffuse a livello globale e, in assenza di trattamento, può determinare complicanze quali malattia infiammatoria pelvica, infertilità e gravidanza ectopica.
Rischio più elevato in alcuni gruppi di popolazione
Nella valutazione dell’Ecdc, il rischio complessivo per la popolazione sessualmente attiva generale nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo è indicato come basso. Il profilo di rischio risulta invece superiore per le persone che hanno rapporti sessuali senza preservativo o altri metodi barriera con partner occasionali o nuovi, per chi ha partner multipli o soggetti a frequente cambiamento, per i sex workers e i loro clienti, oltre che per chi viaggia in aree con maggiore circolazione di ceppi di gonorrea farmacoresistenti.
Nel 2024 in Uesee oltre 106mila casi di gonorrea
L’Ecdc ha rilevato che le prime identificazioni europee di casi resistenti a ceftriaxone sono state spesso associate a importazioni da territori in cui tali ceppi risultano più diffusi, in particolare dal Sud-est asiatico, che resta una delle principali vie di introduzione nel continente. Nel 2024 nell’Uesee sono stati confermati oltre 106mila casi di gonorrea, il livello più alto registrato dall’avvio della sorveglianza europea nel 2009. A livello mondiale, le infezioni segnalate sono state stimate in circa 82 milioni ogni anno. Il contesto epidemiologico si inserisce nella tendenza già osservata per Neisseria gonorrhoeae, batterio che negli ultimi due decenni ha mostrato capacità di sviluppare resistenza a diverse classi di antimicrobici impiegate nelle infezioni sessualmente trasmesse, tra cui penicilline, fluorochinoloni, macrolidi, e cefalosporine ad ampio spettro.
Indicazioni per sorveglianza, diagnosi e gestione clinica
Per contenere il rischio e preservare l’efficacia dei trattamenti disponibili, l’Ecdc ha richiamato l’attenzione di autorità di sanità pubblica e operatori sanitari su più aree di intervento. La continuità della sorveglianza sulla resistenza antimicrobica dei gonococchi è l’elemento principale, insieme all’esecuzione dei test di sensibilità agli antibiotici quando appropriato e alla gestione clinica coerente con le raccomandazioni terapeutiche. L’agenzia europea ha evidenziato il ruolo delle misure di prevenzione mirate, comprese informazioni chiare sui comportamenti sessuali a minore rischio, sul ricorso regolare ai test in presenza di partner nuovi o occasionali e sull’accesso tempestivo alla diagnosi in caso di sintomi o possibile esposizione. La prevenzione dell’infezione rimane basata sull’uso corretto e costante del preservativo o di altri metodi barriera durante i rapporti sessuali, insieme allo screening periodico nelle situazioni considerate a maggiore probabilità di esposizione.
Opzioni terapeutiche potrebbero diventare sempre più limitate
Csaba Ködmön, esperto di microbiologia dell’Ecdc, ha spiegato che «la trasmissione locale della gonorrea resistente al ceftriaxone in Europa è un segnale d’allarme che non dovremmo ignorare. Sebbene il rischio per la popolazione generale sia attualmente basso, la crescente resistenza riduce l’efficacia delle terapie su cui facciamo affidamento oggi. Se ceppi altamente resistenti ai farmaci si stabilizzano e continuano a diffondersi, le opzioni terapeutiche potrebbero diventare sempre più limitate. È quindi essenziale rafforzare la prevenzione, ampliare i test antimicrobici e promuovere una diagnosi tempestiva per individuare precocemente i ceppi resistenti, limitare un’ulteriore diffusione e mantenere curabile la gonorrea».