Antibiotico-resistenza, adottato il Piano d’azione globale 2026-2036
Il documento aggiornato, sviluppato dalle organizzazioni Quadripartite – Fao, Unep, Who e Woah –, coordinerà le strategie One Health dal 2026 al 2036.
Gli Stati membri riuniti in occasione della’Assemblea mondiale della sanità (WHA79) hanno approvato il Piano d’azione globale aggiornato sull’antibiotico-resistenza (Gap-Amr) per il periodo 2026-2036. L’adozione è un passo nella risposta internazionale al fenomeno dell’antibiotico-resistenza e dà attuazione all’impegno centrale contenuto nella Dichiarazione politica dell’Assemblea generale delle Nazioni unite del 2024. Il documento è stato elaborato attraverso un processo consultivo guidato dalle organizzazioni Quadripartite – Fao, Unep, Who e Woah – con il coinvolgimento degli Stati membri e dei portatori di interesse provenienti da diversi settori.
Quadro di riferimento basato su approccio One Health
Come è noto, l’antibiotico-resistenza è tra le sfide più rilevanti per la salute globale e lo sviluppo, con ripercussioni che interessano esseri umani, animali, piante, sistemi alimentari e ambiente. Il Gap-Amr rende disponibile il quadro di riferimento completo basato sull’approccio One Health, finalizzato a orientare azioni coordinate a livello globale, regionale e nazionale nel corso del prossimo decennio. Il Piano si innesta sulle fondamenta gettate dalla prima edizione del Gap-Amr, adottata dall’Assemblea mondiale della sanità nel 2015, e incorpora le evidenze scientifiche emerse, le lezioni apprese e gli impegni assunti in occasione della riunione ad alto livello dell’Onu del 2024.
Finanziamenti sostenibili al centro del dibattito assembleare
Gli Stati membri hanno manifestato ampio sostegno al Piano aggiornato e al suo approccio multisettoriale rafforzato, imperniato sul paradigma One Health. I delegati hanno rimarcato l’importanza di interventi incentrati sulla prevenzione, con il controllo e la prevenzione delle infezioni, l’accesso all’acqua potabile, ai servizi igienico-sanitari e all’igiene (Wash), la vaccinazione, la biosicurezza e le misure ambientali. È emersa con chiarezza l’esigenza di un uso responsabile, equo e sostenibile degli antimicrobici, accompagnato da sistemi di sorveglianza potenziati, innovazione e sviluppo di sistemi agroalimentari sostenibili.
1,14 milioni di decessi umani
Secondo i dati contenuti nel documento programmatico, nel 2021 la sola resistenza batterica agli antibiotici ha causato direttamente circa 1,14 milioni di decessi umani ed è stata associata a 4,7 milioni di morti a livello globale. Senza interventi adeguati, l’Amr potrebbe ridurre l’aspettativa di vita globale di 1,8 anni nel giro di un decennio e provocare fino a 39 milioni di decessi entro il 2050, colpendo in modo sproporzionato i Paesi a basso e medio reddito. Le proiezioni economiche indicano costi sanitari globali per 412 miliardi di dollari e perdite di produttività per 443 miliardi entro il 2035, mentre le perdite cumulative di Pil nel settore dell’allevamento potrebbero raggiungere 575 miliardi di dollari entro il 2050.
Governance multisettoriale e monitoraggio: pilastri dell’implementazione
Il Gap-Amr aggiornato si propone come quadro di riferimento globale per l’azione coordinata contro l’antibiotico-resistenza fino al 2036, per accelerare i progressi verso gli impegni e i target concordati dagli Stati membri, sostenendo i Paesi nello sviluppo, nell’implementazione e nel finanziamento di piani d’azione nazionali multisettoriali ambiziosi. Per quanto concerne gli aspetti implementativi, il Piano individua sei obiettivi strategici interconnessi: rafforzare la consapevolezza e promuovere cambiamenti comportamentali appropriati, potenziare i sistemi di sorveglianza e le reti di laboratorio, intensificare la prevenzione delle infezioni in tutti i settori, garantire accesso equo, uso appropriato e smaltimento sicuro degli antimicrobici, accelerare la ricerca e l’innovazione, rafforzare la governance multisettoriale, il finanziamento sostenibile e la responsabilità. Il documento prevede una riduzione del 10% dei decessi umani associati alla resistenza batterica e una diminuzione dell’uso globale di antimicrobici nei sistemi agroalimentari entro il 2030.