Riduzione rischio fumo: il Position paper della Sipad
Un documento della Società italiana patologie da dipendenza ha esaminato le evidenze sui prodotti alternativi al tabacco combusto per i fumatori adulti che non riescono a smettere.
La Società italiana patologie da dipendenza (Sipad) ha pubblicato un documento con l’analisi critica delle evidenze scientifiche disponibili in materia di riduzione del rischio nel Disturbo da uso di tabacco (Dut). Si tratta del primo documento con cui la società scientifica assume una posizione formale su un tema di crescente rilevanza per la clinica e la sanità pubblica. Il documento nasce dalla constatazione che il fumo di tabacco combusto è una delle principali cause prevenibili di morbilità e mortalità, con un impatto particolarmente grave in soggetti con disturbi da uso di sostanze e in pazienti psichiatrici. In queste fasce di popolazione, i tentativi di cessazione falliscono con frequenza elevata e il fumo contribuisce in modo determinante alla riduzione dell’aspettativa di vita. Il paper della Sipad riconosce che il danno principale è legato alla combustione, mentre la nicotina è responsabile della dipendenza ma non del carico di malattie o decessi evitabili. Per questa ragione, il documento si rivolge prevalentemente a fumatori adulti con dipendenza nicotinica severa e precedenti ripetuti tentativi di cessazione non riusciti.
Contributo delle evidenze scientifiche sui prodotti a rischio modificato
Il Position Statement passa in rassegna i dati forniti dalla letteratura scientifica. I prodotti a tabacco riscaldato (Heated Tobacco Products, Htps) riscaldano il tabacco evitando la combustione, generando un aerosol che contiene fino al 92-97% in meno di sostanze tossiche e potenzialmente dannose rispetto al fumo di sigaretta. Il numero di composti chimici è ridotto a circa 500, contro gli oltre 4mila del fumo combusto. Gli studi clinici interventistici indicano che i fumatori che passano completamente a questi strumenti mostrano una riduzione significativa, compresa tra il 40% e il 97%, dei principali biomarcatori di esposizione a sostanze tossiche, con benefici che compaiono rapidamente e si mantengono fino a 12 mesi. A livello preclinico, la citotossicità è ridotta dell’85-90%, con una diminuzione dello stress ossidativo e dell’attività pro-infiammatoria. Sul fronte cardiovascolare, il passaggio ai prodotti senza combustione è associato a un miglioramento di biomarcatori di stress ossidativo e disfunzione endoteliale, nonché a una riduzione del rischio cardiovascolare rispetto al mantenimento del fumo di sigaretta. Nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), si osservano una diminuzione delle riacutizzazioni e un miglioramento della capacità di esercizio fisico e della capacità aerobica massimale.
Indicazioni operative e aspetti etici per i servizi per le dipendenze
Il documento della Sipad sottolinea che i prodotti senza combustione non sono privi di rischio, non sono farmaci e non devono essere intesi come strumenti di cessazione. L’obiettivo primario di ogni intervento clinico rimane la completa astensione dal fumo. Le strategie a rischio ridotto sono concepite come un’opzione intermedia e temporanea, da utilizzare esclusivamente nei casi in cui l’unica alternativa concreta sarebbe la prosecuzione del fumo di sigaretta. Il Position Statement è un tentativo di colmare un vuoto nel panorama scientifico italiano, dando ai clinici e agli operatori dei servizi per le dipendenze e della salute mentale un riferimento basato su evidenze. Il documento completo è disponibile sul sito ufficiale della società scientifica.