Pirtobrutinib rimborsato in Italia per la leucemia linfatica cronica
L’Aifa ha approvato la rimborsabilità di pirtobrutinib, primo inibitore di Btk non covalente per pazienti adulti con leucemia linfatica cronica recidivante o refrattaria.
L’Aifa (Aifa) ha concesso la rimborsabilità a pirtobrutinib, farmaco sviluppato da Lilly, per il trattamento della leucemia linfatica cronica (Llc) recidivante o refrattaria in pazienti adulti. La decisione, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 26 marzo 2026, rende il medicinale accessibile tramite il Servizio sanitario nazionale per coloro che hanno già ricevuto una terapia con un inibitore covalente della tirosina chinasi di Bruton (Btk). Pirtobrutinib è un inibitore di Btk non covalente, caratterizzato da un meccanismo d’azione reversibile.
Dati clinici a supporto dell’indicazione
L’efficacia di pirtobrutinib è stata valutata nello studio clinico di Fase 1/2 Bruin, i cui risultati sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine nel 2023. La sperimentazione ha coinvolto una popolazione di pazienti fortemente pretrattata, evidenziando risposte cliniche prolungate anche in soggetti con prognosi sfavorevole. Successivamente, lo studio di Fase 3 Bruin Cll-321 ha confrontato pirtobrutinib con il trattamento standard di riferimento nel medesimo contesto terapeutico, dimostrando una superiorità in termini di efficacia. Il farmaco agisce legandosi alla proteina Btk in modo diverso rispetto agli inibitori covalenti di prima e seconda generazione. La peculiarità gli consente di superare alcune delle resistenze molecolari che si sviluppano durante i trattamenti precedenti.
Costante impegno di Lilly nell’innovazione oncologica
Elias Khalil, presidente e amministratore delegato Italy Hub di Lilly, ha commentato la rimborsabilità: «Siamo orgogliosi di poter rendere disponibile pirtobrutinib anche per questa popolazione di pazienti ematologici. Questa nuova approvazione riflette il nostro costante impegno nell’innovazione oncologica e nella ricerca di soluzioni che possano realmente fare la differenza per le persone affette da tumori rari o complessi».