Gestione Farmacia

Emilia-Romagna, i criteri aggiornati per i contributi a farmacie rurali e dispensari

La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha aggiornato i criteri 2026 per il sostegno economico e unificato l’accesso con il Fondo di solidarietà nazionale per le farmacie rurali e dispensari.


Con deliberazione n. 533 del 13 aprile 2026 pubblicata sul Burert n. 11 del 6 maggio 2026, la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato il quadro normativo aggiornato per la concessione di contributi economici alle farmacie rurali e ai dispensari farmaceutici permanenti sul territorio regionale. Il provvedimento sostituisce integralmente le precedenti deliberazioni n. 494/2019, n. 797/2024 e n. 394/2025, e introduce criteri aggiornati per l’accesso alle risorse e una procedura unificata di gestione delle richieste. La Regione ha stanziato per l’esercizio 2026 risorse pari a 400mila euro, con la previsione di analoghi fondi per gli anni successivi, da definire annualmente con la legge di bilancio.

Modifiche ai criteri di accesso e alle fasce di fatturato

Le disposizioni hanno ridefinito le condizioni per ottenere i contributi, ampliando la platea dei potenziali beneficiari. Per le farmacie rurali, il limite massimo di volume d’affari ai fini Iva, calcolato sull’anno precedente alla domanda, è stato innalzato da 325mila a 400mila euro. Il contributo regionale è concesso a integrazione della quota spettante dal Fondo regionale di solidarietà, istituito dall’articolo 23 dell’Acn e destinato alle farmacie a basso fatturato. Per gli esercizi con un volume d’affari fino a 149.999 euro e una quota del Fondo inferiore a 18mila euro, la Regione eroga la differenza fino a tale importo, per fatturati compresi tra 150mila e 199.999 euro, il contributo integrativo è fissato a 15mila euro, mentre per la fascia 200mila-249.999 euro scende a 12mila euro e per quella 250mila-299.999 euro a 8mila euro. Le farmacie con fatturato tra 300mila e 324.999 euro ricevono 5mila euro, quelle tra 325mila e 349.999 euro ottengono 3mila euro, mentre per la fascia 350mila-400mila euro il contributo è di 2mila euro. Per i dispensari farmaceutici permanenti, il sostegno varia in base all’orario minimo di apertura settimanale: 10mila euro per aperture tra 10 e 36 ore, 7.500 euro per orari compresi tra 5 e 10 ore e 5mila euro per aperture non superiori a 5 ore.

Procedura unificata e priorità ai dispensari farmaceutici

La Regione ha introdotto una procedura amministrativa unificata per la gestione delle domande relative ai tre fondi: il contributo regionale per le farmacie rurali, quello per i dispensari e l’accesso al Fondo regionale di solidarietà. I titolari o gestori potranno presentare un unico modulo all’Azienda Usl competente, semplificando gli adempimenti burocratici. Le istruttorie saranno curate dalle Aziende sanitarie locali, che redigeranno elenchi di ammissibilità e graduatorie. In caso di risorse insufficienti a coprire tutte le richieste, la priorità sarà data ai dispensari farmaceutici, seguiti dalle farmacie rurali, fino all’esaurimento dei fondi disponibili. Qualora le somme stanziate risultino eccedenti, l’eventuale residuo sarà distribuito tra le farmacie rurali con fatturato fino a 299.999 euro, secondo un criterio di proporzionalità rispetto al contributo base spettante. I contributi, classificati come aiuti di Stato “de minimis” ai sensi del Regolamento Ue 2023/2831, potranno essere cumulati con altre misure analoghe, purché non venga superato il massimale previsto. La Regione si riserva di apportare modifiche alle disposizioni dopo un primo periodo di applicazione, in base ai dati raccolti sulle domande e sui fatturati effettivi.

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