Farmacia dei servizi

Sperimentazione Farmacia dei servizi, in Gu la delibera con il riparto 2025

Il Cipess ha destinato 25,3 milioni di euro alle Regioni per la sperimentazione delle prestazioni assistenziali in farmacia previste dal decreto 153 del 2009.


Questo articolo è stato pubblicato da oltre sei mesi.

Il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess), nella seduta del 29 gennaio 2026, ha approvato la delibera n. 6/2026 concernente il riparto per l’anno 2025 delle risorse vincolate alla sperimentazione per la remunerazione delle prestazioni e delle funzioni assistenziali erogate dalle farmacie con oneri a carico del Servizio sanitario nazionale. L’atto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 89 del 17 aprile 2026, e dà esecuzione a quanto previsto dalla legge di bilancio 2025, che ha confermato lo stanziamento di 25.300.000 di euro. La base giuridica di riferimento è l’articolo 1 del decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153, che individua i servizi a valenza socio-sanitaria erogabili dalle farmacie pubbliche e private convenzionate. La sperimentazione, avviata nel triennio 2018-2020 e più volte prorogata, è finalizzata a testare e monitorare l’erogazione di tali prestazioni prima di un’eventuale stabilizzazione definitiva nel panorama dell’assistenza territoriale.

Criterio di riparto e meccanismo di erogazione vincolata

La somma complessiva è stata ripartita tra le regioni a statuto ordinario e la Regione Siciliana secondo il criterio della quota capitaria di accesso al finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard per l’anno 2024. Le regioni a statuto speciale Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e le Province autonome di Trento e Bolzano provvedono al finanziamento autonomamente, senza attingere alle risorse. Per la Sicilia è stata applicata la compartecipazione del 49,11% a carico del bilancio regionale, come previsto dalla normativa vigente. L’erogazione delle risorse avverrà con un meccanismo vincolato al rispetto di precise condizioni. Il 70% della quota spettante a ciascuna regione sarà erogato a titolo di acconto solo dopo una valutazione positiva del cronoprogramma da parte del Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Lea e del Tavolo di verifica degli adempimenti. Il restante 30% sarà corrisposto successivamente all’approvazione, da parte degli stessi organismi tecnici, della relazione finale contenente i dati sulle attività effettivamente svolte.

Monitoraggio e conseguenze per il mancato adempimento

La delibera ha stabilito le conseguenze in caso di inadempienza da parte delle regioni. La mancata presentazione del cronoprogramma integrato o della relazione conclusiva sugli esiti della sperimentazione comporta non solo la non erogazione delle quote residue, come il recupero delle somme già versate per l’anno 2025 e per le annualità precedenti. L’intero processo è supervisionato dal Cipess, su proposta del ministero della Salute e previa intesa in Conferenza Stato-regioni, sancita nella seduta del 30 luglio 2025.

Il riparto tra le regioni

Il riparto dei 25,3 milioni segue la quota capitaria di accesso al Fsn 2024, a favore delle regioni più popolose: alla Lombardia va la fetta maggiore (4,76 milioni, pari al 16,77%), seguita da Lazio (2,73 milioni, 9,63%), Campania (2,64 milioni, 9,31%), Veneto (2,33 milioni, 8,21%), Emilia-Romagna (2,14 milioni, 7,53%) e Piemonte (2,08 milioni, 7,32%). Le regioni di medie dimensioni, come Toscana (1,79 milioni, 6,30%) e Puglia (1,88 milioni, 6,64%), dispongono di risorse per strutturare progettualità diffuse sul territorio, mentre le realtà più piccole – ad esempio Molise (142.579 euro, 0,50%), Basilicata (260.088 euro, 0,92%) o Umbria (418.550 euro, 1,48%) – ricevono importi limitati, che verosimilmente indirizzeranno interventi più mirati. La Sicilia ottiene 1,17 milioni (4,13%), ma sulla cifra opera la ritenuta del 49,11% a carico del bilancio regionale, cui si aggiunge un cofinanziamento locale di 1,13 milioni previsto dalla legge 296/2006.

Riepilogo degli importi

REGIONI Quota accesso al SSN 2024 ASSEGNAZIONI (euro)
PIEMONTE 7,32% 2.075.326
LOMBARDIA 16,77% 4.755.740
VENETO 8,21% 2.327.931
LIGURIA 2,64% 749.781
EMILIA ROMAGNA 7,53% 2.135.734
TOSCANA 6,30% 1.785.487
UMBRIA 1,48% 418.550
MARCHE 2,54% 721.100
LAZIO 9,63% 2.730.516
ABRUZZO 2,18% 616.949
MOLISE 0,50% 142.579
CAMPANIA 9,31% 2.640.676
PUGLIA 6,64% 1.882.334
BASILICATA 0,92% 260.088
CALABRIA 3,13% 886.925
SICILIA 4,13% 1.170.284
TOTALE 89,23% 25.300.000
(*) Per la Regione Siciliana è stata operata la prevista ritenuta di legge del 49,11 per cento della propria quota spettante; pertanto all’importo indicato in tabella dovrà essere aggiunto l’importo annuo di 1.129.351 euro finanziato con risorse regionali ai sensi dell’articolo 1, comma 830, della legge n. 296 del 2006.

© Riproduzione riservata