Farmacia dei servizi

Antibiotico-resistenza, il progetto formativo sul test MxA/CRP in farmacia

Un percorso formativo accreditato prepara i farmacisti all’uso di strumenti di screening per distinguere le infezioni virali dalle batteriche, a supporto delle politiche di contrasto all’antibiotico-resistenza.


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La difficoltà nel distinguere un’infezione batterica da una virale è una criticità clinica frequente. La diagnosi microbiologica specifica può essere complessa e richiedere tempi lunghi, a fronte dell’avanzamento del quadro diagnostico. La situazione porta alla prescrizione, o ancor peggio all’auto-prescrizione, di antibiotici in modo empirico e non giustificato, a discapito del fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Le conseguenze riguardano la risposta immunologica dei pazienti e la sostenibilità della spesa sanitaria pubblica. La migliore appropriatezza prescrittiva necessita però di strumenti diagnostici differenziali più precisi, rapidi, e accessibili. Per questo motivo è stato pensato un percorso formativo sul tema, anche alla luce della possibilità per le farmacie di erogare test di screening per contrastare l’antibiotico-resistenza, nella Farmacia dei servizi.

Base scientifica dello screening rapido

Il razionale scientifico del test oggetto di formazione si fonda sull’identificazione della proteina MxA (mixovirus resistance) nei linfociti del sangue, indicatore affidabile per discriminare le malattie virali dalle batteriche, come supportato da diverse ricerche. Gli interferoni, prodotti dall’organismo in risposta all’infezione virale, attivano una serie di geni, tra cui quello della proteina Mx. La rilevazione del biomarcatore, con il test eseguibile in farmacia con digitopuntura e con risultato in tempi brevi, potrebbe essere utile alla lotta all’antibiotico-resistenza.

Struttura e fasi operative del progetto formativo

Il provider Contatto Srl ha organizzato un progetto di formazione continua in medicina accreditato per farmacisti, con responsabile scientifico il professor Ignazio La Mantia, medico chirurgo specialista in otorinolaringoiatria e in foniatria, e docente universitario. Il percorso, fruibile su piattaforma Fad tra il 9 dicembre 2025 e il 29 giugno 2026, si articola in una prima fase, terminata il 29 gennaio 2026, dedicata alla preparazione e all’allineamento, con l’identificazione dei profili clinici da sottoporre a screening e la raccolta delle iscrizioni dei farmacisti che useranno l’apparecchiatura Afias 1 e i kit necessari di A. Menarini Diagnostics.

Dalla teoria alla pratica in farmacia

Dal 29 gennaio 2026 è partita la formazione a distanza, sincrona e asincrona, con lezioni del professor La Mantia sul tema dell’antibiotico-resistenza, diagnosi differenziale, strumenti di screening, e presentazione dei profili clinici. I farmacisti iscritti hanno poi avviato una fase di sperimentazione clinica della durata di tre mesi, eseguendo test di screening sui profili identificati e caricando i dati anonimi e aggregati sulla piattaforma dedicata. I dati raccolti saranno analizzati dal responsabile scientifico. I dati aggregati saranno presentati nella Fad finale del 29 aprile, momento in cui saranno illustrati i risultati, le criticità emerse, e le possibili azioni di sensibilizzazione dei pazienti e dei clienti sul tema dell’antibiotico-resistenza. La Fad sarà disponibile online per gli iscritti fino al 29 giugno 2026.

Abuso di antibiotici ad ampio spettro e sviluppo di resistenze

Come spiegato a FarmaciaVirtuale.it dal professor La Mantia «l’antibiotico-resistenza è una minaccia globale alla salute pubblica, alimentata principalmente dall’uso scorretto e indiscriminato degli antibiotici. Un fattore di non poco conto è la prescrizione e l’assunzione di questi farmaci per infezioni virali, come comuni raffreddori, per le quali sono inefficaci. Contro il fenomeno si promuovono strumenti diagnostici rapidi, tra cui i test sul sangue capillare disponibili in farmacia, con cui distinguere infezioni batteriche e virali, evitando così prescrizioni inappropriate. È fondamentale seguire linee guida e classificazioni per usare farmaci a spettro più ristretto ed evitare quelli ad ampio spettro, il cui abuso accelera lo sviluppo di resistenze».

Rischio di “superbatteri” e infezioni non più curabili

Secondo il professor La Mantia «la problematica è aggravata dalla pressione dei pazienti, da prescrizioni mediche difensive, e dall’uso massiccio di antibiotici in ambito veterinario. Le conseguenze sono gravissime: lo sviluppo di “superbatteri” resistenti a terapie esistenti, nel contesto dove pochi nuovi antibiotici sono in sviluppo, potrebbe portare a milioni di morti per infezioni non più curabili. La situazione richiede quindi una campagna di sensibilizzazione che coinvolga medici, farmacisti, e pazienti, con la promozione dell’uso responsabile e consapevole degli antibiotici».

Le reti di farmacie come forma di contrasto alle resistenze

A dare il proprio punto di vista è anche Emanuela Belloni, direttore Network QFarmacia, la quale ha evidenziato a FarmaciaVirtuale.it che «siamo convinti che iniziative di questo tipo possano incidere concretamente sul sistema salute. La farmacia territoriale dispone oggi degli strumenti e delle competenze per assumere un ruolo sempre più centrale nella prevenzione dell’abuso di antibiotici, fenomeno strettamente legato alla crescita dell’antibiotico-resistenza, una delle sfide sanitarie più rilevanti del nostro tempo. Affinché un progetto di questo genere sia davvero efficace nella pratica quotidiana, è essenziale partire dalla sua integrazione operativa al banco. In quest’ottica, abbiamo da tempo inserito nelle nostre offerte di Farmacia dei servizi soluzioni di primo livello che coniugano precisione e rapidità, pensate per non rallentare il flusso di lavoro della farmacia. Gli analizzatori rappresentano un valido supporto: sono dispositivi che richiedono una semplice goccia di sangue capillare e restituiscono un risultato in circa dieci minuti, consentendo al farmacista di fornire una risposta immediata e qualificata al paziente senza appesantire l’operatività».

Valore aggiunto nelle professionalità dei farmacisti

Secondo Belloni «un altro aspetto fondamentale riguarda la valorizzazione del dato. Il test, infatti, non è che il punto di partenza di un percorso più ampio. Il valore aggiunto risiede nella capacità del farmacista di contestualizzare il suggerimento attraverso una breve intervista sullo stato di salute del paziente. L’inserimento di queste informazioni in una piattaforma dedicata permette non solo un’interpretazione più accurata della situazione, ma anche la costruzione di uno storico clinico. In questo modo, il singolo controllo si trasforma in un percorso di monitoraggio continuo, favorendo un’assistenza personalizzata e una reale presa in carico del paziente. Centrale è il tema del counseling basato sull’evidenza. La vera sfida si gioca nella relazione con il paziente, che spesso si presenta con la convinzione di dover assumere un antibiotico. In questi casi, il ruolo del farmacista è determinante: saper spiegare in modo chiaro il risultato del test e dell’anamnesi, rassicurando quando si tratta di un’infezione di origine virale, significa esercitare una responsabilità professionale fondamentale. Educare il paziente a un uso corretto degli antibiotici non tutela solo il singolo individuo, ma contribuisce alla salvaguardia della salute collettiva».

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